“Contro il terrorismo islamico serve una grande alleanza tra Europa e Asia”

Max Ferrari, presidente di Lombardia-Cina, analizza le strategie che l'Europa dovrebbe seguire per vincere la guerra contro il terrorismo

15 novembre 2015
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Ferrari

Per combattere il terrorismo islamico serve una grande alleanza internazionale. E’ quanto auspica il giornalista varesino Max Ferrari, presidente dell’associazione Lombardia-Cina, che proprio all’Oriente guarda per trovare una soluzione che non lasci l’Europa isolata a combattere contro il terrorismo.

“Il primo attacco è stato al ristorante cambogiano – dice Ferrari, parlando degli attentati di Parigi – un segnale preciso, che significa che tutti sono nel mirino: cristiani, ebrei, buddhisti, nessuno è escluso. La Cambogia poi ha relazioni speciali con la Cina, e questo è un segnale indiretto. Si aggiunga che, come già raccontavo durante la rivolta delle banlieues del 2005, la comunità indocinese (vietnamiti, lao-thai, cambogiani) è perfettamente integrata e moltissimi sono quelli che simpatizzano per Marine Le Pen. Se saremo capaci di creare una sinergia e una risposta eurasiatica all’Eurabia, allora l’Europa avrà qualche speranza, altrimenti no”.

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