“I parigini non hanno paura. E non rinunceranno a vivere la loro vita in libertà”

Alessandro Ceccoli ha vissuto 19 anni a Parigi. La notte degli attentati è rimasto in contatto con un amico che vive a Parigi

15 novembre 2015
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Ceccoli

“Vogliono continuare a vivere la loro vita in libertà I parigini non si faranno intimorire”.

Alessandro Ceccoli, imprenditore e fondatore del Comitato Varese2.0, ha vissuto per 19 anni a Parigi, dove rivestiva il ruolo di direttore generale di un’azienda tessile da 1.500 dipendenti. Ma anche a distanza di anni tiene ancora rapporti con numerosi amici nella capitale francese. Nella tarda serata di venerdì, preoccupato, ha contattato un suo amico che ha un atelier proprio vicino a piazza della Repubblica, nei pressi di uno dei teatri degli attentati. “Fortunatamente stava bene – racconta Ceccoli – ma il messaggio importante che il mio amico mi ha dato è che lui e tutti gli altri parigini non intendono arrendersi. Non vogliono cedere alla paura, ma continuare la loro vita”.

Questo il coraggio dei cittadini francesi, che insistono su due punti: <Non vogliono uno Stato di polizia. Combattere il terrorismo sì, ma senza rinunciare alla propria libertà. E soprattutto, come spesso accade in questi casi, non vogliono strumentalizzazioni da parte della politica, di nessun schieramento. Voglio andare avanti. Perché cedere alla paura significherebbe darla vinta ai terroristi>.

La Parigi dove Ceccoli ha vissuto era ancora lontana dai rischi che corre oggi. Certo, i problemi legati alle Banlieue c’erano già, “ma non sono di matrice religiosa, bensì sociale. E non possiamo neanche dire che il terrorismo sia dovuti agli ultimi arrivi di migranti. Infatti, chi ha imbracciato le armi sono giovani di seconda o terza generazione, nati e cresciuti in Francia come in Inghilterra, che restano vittime del proselitismo fondamentalista fatto attraverso internet. Quando si è giovani si è preda dei fanatismi, e se questi sono religiosi è ancora peggio”.

L’ultimo messaggio dell’amico parigino è inquietante: “Si aspettano altri attacchi, in Francia come nel resto dell’Europa”.

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