L’Isis attacca l’Europa. Granate e sparatorie a Parigi, oltre 150 morti

Una serie di attentati, rivendicati dallo Stato islamico, ha colpito la capitale francese. Hollande dichiara lo stato d'emergenza e chiude le frontiere

14 novembre 2015
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Attentati Francia

Una serie di attentati, studiati “scientificamente” ed attuati simultaneamente. La furia dell’integralismo islamico si è abbattuta su Parigi la sera di venerdì 13 novembre.

L’attentato più sanguinoso è stato al Bataclan, sala per concerti nell’XI arrondissement, dove sono rimaste uccise 118 persone. Si stava svolgendo un concerto gruppo americano Eagles of Death Metal.

Gli spettatori erano 1.500, gli attentatori hanno dato l’assalto, iniziando a sparare e a uccidere le vittime. Quindi hanno sequestrato gli altri come ostaggio, fino al blitz delle teste di cuoio francesi. Allo Stade de France, dove era in corso l’amichevole Francia-Germania, sono esplose delle granate.

E una serie di altri attentati, con sparatorie, hanno avuto luogo con kalashnikov in un ristorante e in un bar del X arrondissement. E in una serie di altre strade della capitale francese. I morti al momento sembrano ammontare ad oltre 150. Il presidente François Hollande ha annunciato lo stato d’emergenza, il ripristino dei controlli alle frontiere, e la mobilitazione di 1.500 militari a Parigi.

L’ISIS RIVENDICA GLI ATTENTATI

Nello Stade de France, secondo quanto riferiscono i testimoni, gli attentatori gridavano in arabo “Allah è grande”. E i membri dell’Isis hanno rivendicato via Twitter, con l’hashtag in lingua araba “Parigi in fiamme”, gli attentati.

“Ricordate, ricordate il 14 novembre. Non dimenticheranno questo giorno, come gli americani l’11 settembre. La Francia manda i suoi aerei ogni giorno in Siria, bombardando bambini e anziani, oggi beve dallo stesso calice”, ha affermato il canale Dabiq France, secondo quanto ha scritto su Twitter Rita Katz, direttore di Site, che monitora i gruppi jihadisti.

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