Lara Comi: “Acquista il mio libro, manda selfie e curriculum e potresti vincere uno stage retribuito”

Chi comprerà il libro dell'eurodeputata potrà partecipare ad una sorta di ''concorso'' per ottenere uno stage. Dalla classe politica ci aspetteremmo per i nostri giovani qualcosa di meglio

17 dicembre 2015
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Librolavoro

Acquistate un libro e potrete “vincere” uno stage retribuito. Un metodo di promozione niente male, diciamocelo, per lanciare sul mercato la propria opera, tenendo conto della crisi occupazionale di cui soffrono oggi i giovani, soprattutto in Italia. Un metodo “astuto”. L’autrice del libro è Lara Comi, europarlamentare di Forza Italia e coordinatrice provinciale del partito a Varese. Il titolo del libro è “A.A.A. Lavoro Offresi – Quel che devi sapere sulle opportunità della Garanzia Giovani”.

E acquistandolo, i giovani possono tentare di ottenere uno stage retribuito nell’ufficio dell’europarlamentare.

Nel volume stesso è spiegato come fare: “Acquista il libro, fai un selfie e invialo insieme al tuo curriculum a garanziagiovani@europe4you.it. Le migliori candidature saranno selezionate per uno stage retribuito presso il mio ufficio al Parlamento Europeo”.

Come ha scritto l’Espresso, la mail indicata non ha nulla a che fare con Garanzia Giovani, cioè l’iniziativa europea volta a “garantire” una offerta qualitativamente valida di lavoro o di formazione per i giovani dai 15 ai 29 anni che non studiano e non lavorano. Europe4You è infatti una società di consulenza milanese che ha come presidente onorario proprio l’eurodeputata ed è rivolta ai giovani che intendono trovare occupazione nei Paesi europei.

Sicuramente un modo ingegnoso per lanciare un volume e cercare di venderlo. Tuttavia, un politico dovrebbe preoccuparsi di trovare soluzioni alla carenza occupazionale dei giovani. Un europarlamentare potrebbe creare un canale informativo per tenere costantemente informati i giovani italiani sulle varie opportunità di esperienze lavorative legate alla Ue.

Promuovere un libro, che va acquistato, giocando sulla speranza dei giovani disoccupati di poter ottenere uno stage retribuito, non appare un messaggio positivo. Tralasciando il “cattivo gusto” di mettere la parola “selfie” prima di “curriculum”. Come dire: l’immagine prima di tutto.

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