La vittoria di Davide contro “Golia”

Il candidato sindaco del centrosinistra ha vinto contro l'uomo forte del partito e contro i vertici della corrente del premier. Ed è molto temuto dal centrodestra, perché in grado di intercettare il voto del ceto medio

14 dicembre 2015
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Davide contro “Golia”. Un gioco di parole che ci sta, non solo perché il vincitore alle primarie del centrosinistra di Varese si chiama Davide. Ma soprattutto perché ha battuto un “gigante” della politica varesina, il deputato Daniele Marantelli, da sempre uomo forte della sinistra nella Città Giardino e a livello provinciale. 

L’avvocato Davide Galimberti sarà il candidato sindaco del centrosinistra alle comunali di Varese del 2016.

Alle primarie, dopo un lungo testa a testa, è riuscito a sconfiggere Marantelli con 890 voti contro 858. Una vittoria di misura guardando i numeri. Peccato che Marantelli fosse dato vincente quasi da tutti.

A sostenere Galimberti l’area ex bersaniana (eccetto i fedelissimi di Marantelli), ma anche alcuni renziani.

Ma a farlo vincere è stata la politica del “porta a porta” e del confronto diretto con i cittadini.

Una politica, diciamo, a misura d’uomo, che ha avuto la meglio nonostante la “potenza di fuoco” dell’avversario, mediaticamente più forte.

Non è servito a Marantelli portare in città una sfilata di “big”, dal ministro Andrea Orlando al sottosegretario Luca Lotti.

Il gruppo che ha sostenuto Galimberti, che è lo stesso che esprime la segreteria cittadina del Pd, guidata da Luca Paris, ha ottenuto una doppia vittoria, sconfiggendo sia una figura storica del centrosinistra varesino che i vertici della corrente vicina al premier.

La discesa in campo di Marantelli è stata l’ultima in ordine di tempo. Ed è stato un vero e proprio “travaglio” per il partito.

Mentre la segreteria cittadina aveva aveva da tempo scelto di sperimentare le primarie, per la prima volta in assoluto per le elezioni locali, in quella che è la “culla del leghismo”, i marantelliani cercavano di spingere per evitarle, e candidare direttamente il deputato.

In aiuto di questi ultimi sono arrivati i renziani, che a Varese esprimono il segretario regionale del partito Alessandro Alfieri, i quali, non avendo trovato un proprio candidato, hanno deciso di appoggiare la discesa in campo di Marantelli, tessendo quindi un’alleanza tra “estremi”.

Marantelli, alle primarie che videro “l’incoronazione” di Renzi, sostenne infatti Gianni Cuperlo. “È l’unico candidato in grado di battere la Lega” si giustificarono gli uomini del premier. In realtà, ascoltando gli umori del centrodestra, l’avversario più temuto sembrava essere proprio il vincente Galimberti. Un volto nuovo, avvocato di successo, capace di intercettare il ceto medio. Quel voto borghese, insomma, che a Varese ha fatto sempre la differenza e non si è mai fidato del centrosinistra.

Questa volta, per la coalizione di centrodestra, che ad oggi ancora non esiste con Lega e Forza Italia che vivono come “separati in casa”, avrà effettivamente la possibilità di espugnare la roccaforte della Lega.

Marco Tavazzi

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