Varese Pride, Boschini: “I candidati sindaco ci hanno ignorato”

Secondo il portavoce dell'Arcigay la campagna elettorale ''è stata lesiva della nostra dignità''

03 giugno 2016
Guarda anche: Elezioni comunali 2016PoliticaVarese
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Il Coordinamento Varese Pride sabato 11 giugno dalle 15:00 alle 19:00 sarà in Corso Matteotti con l’ultimo gazebo prima della grande parata che avrà luogo il 18 giugno per le vie del centro, parte delle ventuno manifestazioni dell’onda pride sparse sul territorio nazionale, che quest’anno ha come tema #EverybodyPride – la diversità ci rende uguali.

Presso il gazebo sarà possibile avere informazioni anche sul manifesto politico del Pride, con le richieste rivolte sia agli amministratori locali che al Parlamento da parte della comunità LGBTI* varesina e dalle associazioni che compongono il coordinamento Varese Pride (Arcigay Varese, Insubria LGBT, VA per Strada, Se Non Ora Quando, ANPI Varese e Un’Altra Storia). 

Sempre sabato alle 21:00, invece, presso l’Eurobar di Cellina di Leggiuno (VA) si terrà un evento a sostegno delle comunità omosessuali e transessuali che vivono in località più piccole, dove spesso si annida l’omotransfobia più di frequente rispetto a realtà più grandi. È il primo evento di questo tipo nella zona del medio verbano.

Sulla campagna elettorale di questi mesi e il rapporto con il Pride il presidente di Arcigay Varese Giovanni Boschini interviene:

“In questi mesi di propaganda elettorale abbiamo sentito svariate affermazioni sulla nostra pelle, molte lesive della nostra dignità, e alcuni dei candidati sindaco si sono tirati fuori decidendo che non marceranno al Pride. Ciò non è per niente in linea con l’idea di una città moderna, inclusiva e aperta a tutte le minoranze: queste cose accadono spesso nei paesi in via di sviluppo, come ad esempio quelli dell’Est Europa. La partecipazione al Pride del sindaco e delle istituzioni è un simbolo della loro solidarietà, dimostra il loro impegno a tutela dei diritti fondamentali, della difesa dello stato di diritto e della democrazia, come recentemente hanno ribadito le organizzazioni internazionali. Non per niente i sindaci e le istituzioni partecipano in tutto il mondo, anche nei paesi meno sviluppati. È davvero frustrante che quasi tutti i candidati sindaco non abbiano avuto il coraggio di prendere le parti di un evento che celebra la diversità in tutto il mondo da decine di anni per paura di perdere i voti di chi è contro la comunità omosessuale e transessuale. Purtroppo, in Italia, di omofobia si muore ancora: scegliere di non marciare con noi vuol dire scegliere di non difendere le nostre istanze e i diritti umani delle persone LGBT”.

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