Pmi Day: 1.600 studenti alla scoperta di 60 industrie varesine

17 scuole, per oltre 70 classi: i numeri nel Varesotto della sesta edizione della Giornata Nazionale della Piccola e Media industria che a livello locale prenderà le vesti di 2 settimane di visite aziendali

06 novembre 2015
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Non solo un incontro tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro, ma un vero e proprio abbraccio che coinvolgerà un intero territorio, dove più di 60 imprese apriranno i cancelli a una folla di oltre 1.600 studenti di 17 scuole medie del Varesotto. Anche quest’anno si terrà il PMI DAY, la giornata nazionale della piccola e media impresa organizzata in tutta Italia da Confindustria e portata avanti a livello locale dal Comitato Piccola Industria dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. 

Quella che a livello nazionale è per Confindustria una giornata (il 13 novembre) dedicata ad avvicinare i ragazzi delle classi terze delle scuole medie alle Pmi, a livello di provincia di Varese si trasforma in due intere settimane di visite aziendali. Dal 10 al 20 novembre, infatti, più di 60 imprese dei più diversi settori, manifatturieri e non, si attrezzeranno per ospitare nei propri uffici e stabilimenti oltre 70 classi di alunni provenienti da 17 scuole medie del territorio che hanno risposto all’appello dell’Unione Industriali. Risuonato più o meno così, come spiega il Presidente del Comitato Piccola Industria di Univa, Gianluigi Casati: “Anche quest’anno, per il sesto anno consecutivo, abbiamo voluto aprire le nostre fabbriche e le nostre aziende a quei ragazzi che entro febbraio del prossimo anno devono iscriversi ad uno dei corsi di studio superiori. Vorremmo che la loro sia una scelta il più possibile consapevole.

Cosciente del fatto che in provincia di Varese l’industria dà lavoro a 116mila persone, che il 45,5% del valore della produzione delle nostre aziende è destinato all’export, che Varese è la quinta provincia in Italia per addetti nel settore high tech, che sul nostro territorio esistono 7,8 imprese manifatturiere per chilometro quadrato, contro le 4,2 della Lombardia e la media italiana di 1,7. Numeri che non possono lasciare indifferente nessuno di fronte a scelte che incideranno profondamente sul proprio futuro professionale”.

Non si tratta, secondo Casati, di persuadere i ragazzi che l’industria sia il posto giusto su cui investire per la propria professione e su cui basare i propri studi: “Noi non vogliamo convincere nessuno. Le scelte che faranno nei prossimi mesi studenti e famiglie devono prima di tutto rispondere alle aspirazioni di ognuno. Semplicemente desideriamo spiegare cosa facciamo nelle nostre aziende, come lavorano i nostri dipendenti, quali opportunità hanno, quanto viaggiano all’estero, quali competenze coltivano e come le utilizzano. E perché no, con un contatto diretto con gli addetti delle imprese che verranno coinvolti nelle visite, capire quali livelli di indipendenza economica offrono gli impieghi nelle aziende manifatturiere e quali soddisfazioni personali un lavoratore dell’industria riesce a soddisfare. Anche di questo parliamo: di come, attraverso il lavoro nell’industria, un giovane possa costruirsi un benessere, senza rinunciare al giusto grado di passione per quello che si fa”.

Il tutto per uno sforzo organizzativo notevole. Il PMI DAY è in piena crescita. In provincia di Varese nel 2013 furono coinvolti 320 studenti, nel 2014 si passò a 1.000. Per arrivare ai più di 1.600 di quest’anno. Che visiteranno aziende impegnate nella produzione meccanica, tessile, chimica, della plastica e della gomma. Fino ad arrivare alle attività del terziario avanzato.
Con orecchie e occhi aperti. E smartphone e macchine fotografiche alla mano. Alle visite aziendali è infatti legato il concorso “L’industria mi piace”.

I ragazzi coinvolti potranno scattare delle foto. Ogni classe sceglierà il migliore scatto e lo invierà all’Area Formazione dell’Unione Industriali. La raccolta di immagini verrà poi caricata sulla pagina Facebook della rivista Varesefocus e quella che otterrà più “Mi Piace” verrà pubblicata dal magazine nel primo numero del 2016. “In questo modo – spiega il Presidente della Piccola Industria dell’Unione Industriali – vogliamo creare un racconto attraverso gli occhi dei ragazzi. Da una parte è nostro interesse spiegare a loro chi siamo, ma dall’altro è curioso capire come loro ci guardano”.

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