Palazzo Pirelli da questa sera illuminato con la scritta “Free Alvin” a sostegno del piccolo Alvin Berisha

Il bimbo di Barzago (LC), di origini albanesi, è tuttora detenuto in un campo di prigionia siriano

04 Novembre 2019
Guarda anche: Milano

Una scritta luminosa sulla facciata del Pirellone per sensibilizzare l’opinione pubblica sul caso del piccolo Alvin Berisha, giovane lombardo trattenuto da tempo in un campo di prigionia in Siria dopo l’arruolamento della madre nelle fila dell’Isis. A partire da stasera per due giorni consecutivi sulla facciata di Palazzo Pirelli verrà formata la scritta “Free Alvin“.
La proposta, avanzata dal capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi, ha trovato il consenso e l’unanime approvazione dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale presieduto da Alessandro Fermi.

L’iniziativa prende spunto dalla mozione urgente sul caso del piccolo Alvin, presentata dalla Consigliera di Forza Italia Paola Romeo lo scorso 22 ottobre e votata all’unanimità dall’Aula. Il documento impegnava la Giunta lombarda a sollecitare il Governo nazionale ad avviare contatti diplomatici con il Governo albanese per ottenere il rilascio del giovane Berisha.

Ringrazio il Presidente Fontana, il Presidente del Consiglio Fermi e il capogruppo Comazzi per aver posto in essere un’azione significativa volta a sensibilizzare sia il Governo albanese che quello italiano rispetto alla liberazione di Alvin dal campo di Al-Hol in Siria – sottolinea Paola Romeo -. Auspico che al più presto possano essere messe in atto tutte le azioni utili per giungere a una positiva conclusione di questa triste vicenda. Seguirò fino in fondo la storia di Alvin e ringrazio anche la redazione della trasmissione televisiva “Le Iene” per il prezioso supporto che ci ha dato fin dall’inizio. La speranza è che “Free Alvin” non resti solo una scritta e un auspicio, ma possa essere al più presto realtà”.

Quella di Alvin è una storia drammatica, più volte al centro di servizi giornalistici. Nato e cresciuto a Barzago in provincia di Lecco, nel 2014 (all’età di 6 anni) viene portato dalla madre in Siria per arruolarlo tra le fila dell’Isis. Oggi la madre risulterebbe deceduta in seguito al bombardamento della città di Baghuz. A riaccendere i riflettori sulla vicenda è stato un recente servizio delle Iene (17 ottobre 2019). L’inviato Luigi Pelazza è riuscito infatti a ricongiungere il piccolo Alvin e suo padre, in un campo di prigionia in Siria. Purtroppo a causa di serie complicazioni burocratiche e diplomatiche, considerato anche che il giovane è di nazionalità albanese, il padre è stato costretto a prendere la via del ritorno, lasciando il suo bambino dentro il campo.

Tag:

Leggi anche: