Iran: l’export varesino in aumento del 68,5%

L'Unione degli Industriali della Provincia di Varese riflette sulla nitida crescita delle esportazioni varesine verso Teheran in particolare per chimica, macchinari e metalli

09 luglio 2015
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Da una parte il cosiddetto Gruppo 5+1, composto da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Germania. Dall’altra l’Iran. Come le trattative internazionali sul dossier atomico iraniano in svolgimento in questi giorni al Palais Coburg di Vienna modificheranno i rapporti della Repubblica Islamica con l’Occidente? L’Iran, che è la quarta area al mondo per riserve di petrolio e seconda per capacità produttiva di gas, potrebbe rilanciare le proprie esportazioni energetiche, con la possibile conseguenza, secondo gli esperti, di portare nelle casse del Paese risorse per un valore compreso tra i 100 e i 150 miliardi di dollari. In un solo anno. Quali opportunità apre questo scenario all’export delle imprese italiane e varesine? Quali occasioni possono essere colte da un sistema fortemente manifatturiero come quello del Varesotto di fronte alla possibilità che l’Iran si trasformi da minaccia politica e strategica, a partner d’affari?
Sono queste le domande di estrema attualità che ha cercato di sviscerare un incontro organizzato questa mattina a Gallarate dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. “Iran: quale l’operatività commerciale dopo l’aggiornamento delle sanzioni?” Questo il titolo del convegno a cui hanno partecipato 50 rappresentanti di aziende del territorio, con una presenza trasversale a livello di settori. Sedute in sala c’erano aziende del tessile e abbigliamento, della chimica, della meccanica, dell’acciaieria, dei mezzi di trasporto. Quegli stessi comparti dell’industria varesina che, pur a livello di valori assoluti limitati, anche per via del sistema sanzionatorio in vigore, stanno mietendo un crescente successo sul mercato iraniano a livello di performance.
I DATI DEL 2014
L’export varesino nei confronti dell’Iran è, infatti, in netto incremento. Nel 2014 le merci piazzate per un valore di 23,5 milioni di euro hanno rappresentato un balzo in avanti del 38,4% rispetto ai livelli del 2013 (16,9 milioni). Il 64% dell’export varesino nei confronti della Repubblica Islamica è rappresentato da macchinari ed apparecchi meccanici, per un valore di 15 milioni. Altro settore radicato sul mercato iraniano è quello dei prodotti chimici che si sono ritagliati una quota del 16% per 3,7 milioni di euro. Seguono gli apparecchi elettrici (con l’8% rispetto al totale dell’export varesino e un valore di 1,8 milioni) e i prodotti in gomma e di materie plastiche (4% per 1 milione di euro).
I DATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2015
Ed il buon andamento delle esportazioni varesine con destinazione Teheran è confermato anche dai dati relativi al primo trimestre 2015. Periodo in cui si è assistito ad un’ulteriore accelerazione nella crescita dei flussi: +68,5%. Da gennaio a marzo, infatti, le merci made in Varese piazzate sul mercato sono state pari a 6,6 milioni di euro, contro i 3,9 milioni dello stesso periodo del già buon 2014. Tra i settori maggiormente presenti con i propri prodotti in Iran, quelli cresciuti di più sono i produttori di macchinari, passati da un export di 2,7 milioni di euro dei primi tre mesi del 2014, ai 4,4 milioni di euro registrati fino a marzo di quest’anno (+60,3%). Bene anche l’industria chimica: cresciuta dai 514mila euro, agli attuali 805,5 mila (+56,6%). Mentre è aumentato di dieci volte l’export locale relativo ai metalli di base e prodotti in metallo, passati dai 38mila euro ai 413mila.

Da una parte il cosiddetto Gruppo 5+1, composto da Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Inghilterra e Germania. Dall’altra l’Iran. Come le trattative internazionali sul dossier atomico iraniano in svolgimento in questi giorni al Palais Coburg di Vienna modificheranno i rapporti della Repubblica Islamica con l’Occidente? L’Iran, che è la quarta area al mondo per riserve di petrolio e seconda per capacità produttiva di gas, potrebbe rilanciare le proprie esportazioni energetiche, con la possibile conseguenza, secondo gli esperti, di portare nelle casse del Paese risorse per un valore compreso tra i 100 e i 150 miliardi di dollari. In un solo anno. Quali opportunità apre questo scenario all’export delle imprese italiane e varesine? Quali occasioni possono essere colte da un sistema fortemente manifatturiero come quello del Varesotto di fronte alla possibilità che l’Iran si trasformi da minaccia politica e strategica, a partner d’affari?
Sono queste le domande di estrema attualità che ha cercato di sviscerare un incontro organizzato questa mattina a Gallarate dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. “Iran: quale l’operatività commerciale dopo l’aggiornamento delle sanzioni?” Questo il titolo del convegno a cui hanno partecipato 50 rappresentanti di aziende del territorio, con una presenza trasversale a livello di settori. Sedute in sala c’erano aziende del tessile e abbigliamento, della chimica, della meccanica, dell’acciaieria, dei mezzi di trasporto. Quegli stessi comparti dell’industria varesina che, pur a livello di valori assoluti limitati, anche per via del sistema sanzionatorio in vigore, stanno mietendo un crescente successo sul mercato iraniano a livello di performance.
I DATI DEL 2014
L’export varesino nei confronti dell’Iran è, infatti, in netto incremento. Nel 2014 le merci piazzate per un valore di 23,5 milioni di euro hanno rappresentato un balzo in avanti del 38,4% rispetto ai livelli del 2013 (16,9 milioni). Il 64% dell’export varesino nei confronti della Repubblica Islamica è rappresentato da macchinari ed apparecchi meccanici, per un valore di 15 milioni. Altro settore radicato sul mercato iraniano è quello dei prodotti chimici che si sono ritagliati una quota del 16% per 3,7 milioni di euro. Seguono gli apparecchi elettrici (con l’8% rispetto al totale dell’export varesino e un valore di 1,8 milioni) e i prodotti in gomma e di materie plastiche (4% per 1 milione di euro).
I DATI DEL PRIMO TRIMESTRE 2015
Ed il buon andamento delle esportazioni varesine con destinazione Teheran è confermato anche dai dati relativi al primo trimestre 2015. Periodo in cui si è assistito ad un’ulteriore accelerazione nella crescita dei flussi: +68,5%. Da gennaio a marzo, infatti, le merci made in Varese piazzate sul mercato sono state pari a 6,6 milioni di euro, contro i 3,9 milioni dello stesso periodo del già buon 2014. Tra i settori maggiormente presenti con i propri prodotti in Iran, quelli cresciuti di più sono i produttori di macchinari, passati da un export di 2,7 milioni di euro dei primi tre mesi del 2014, ai 4,4 milioni di euro registrati fino a marzo di quest’anno (+60,3%). Bene anche l’industria chimica: cresciuta dai 514mila euro, agli attuali 805,5 mila (+56,6%). Mentre è aumentato di dieci volte l’export locale relativo ai metalli di base e prodotti in metallo, passati dai 38mila euro ai 413mila.

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