Checco Lattuada: “Come al solito vengo strumentalizzato. Ho commesso uno psicoreato orwelliano”

Parla il consigliere comunale colpito da Daspo. ''Non c'era nessun intento di provocare''

20 gennaio 2016
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Lattuada

“Non volevamo fare nessuna provocazione o peggio. Eravamo in uno stadio semideserto, ultimi in classifica e stavamo perdendo la partita. Così abbiamo fatto una foto scherzosa, della serie ridiamo per non piangere”. 

Checco Lattuada, consigliere comunale del Pdl di Busto Arsizio, è tra i tre tifosi colpiti da un Daspo di cinque anni dopo essersi fatti fotografare nello stadio, con un passamontagna in testa, e il braccio destro alzato.

Lui sdrammatizza. “Non c’era la tifoseria avversaria, i meccanismi e le misure di sicurezza dello stadio da parte della Polizia le conosciamo bene. Abbiamo fatto tutto senza nasconderci, ci siamo coperti il volto per pochi secondi solo il tempo della foto. Una cosa scherzosa, una goliardata, ripeto. E’ evidente che la mia figura venga sempre strumentalizzata. Ormai ci sono abituato, mi dispiace solo che ci siano andate di mezzo anche persone che con le strumentalizzazioni della politica non c’entrano nulla”.

Su Facebook Lattuada ironizza, paragonando il gesto commesso allo “Psicoreato” del celebre libro “1984” di George Orwell.

“Lo ammetto… ho commesso uno PSICOREATO – scrive – lo psicoreato (thoughtcrime in lingua inglese, crimethink in neolingua) è la denominazione che George Orwell, nel suo romanzo 1984 (1948), dà al più pervasivo strumento repressivo delle istituzioni totalitarie descritte nel romanzo. Con il termine psicoreato si intende il reato commesso da qualunque cittadino di Busto Arsizio (se nativo, è un bustocco ed è un’aggravante) quando elabora, anche solo a livello interno alla propria mente, anche involontariamente e inconsciamente, pensieri e/o parole contrastanti le teorie del Socing o la figura del Grande Fratello”.

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