Campagna elettorale: quanto si spende in rete?

Budget in crescita per i social media e gli altri strumenti online

17 maggio 2016
Guarda anche: Elezioni comunali 2016Politica
Facebook

Secondo un’indagine della Camera di commercio di Milano che ha sentito oltre 30 agenzie di comunicazione, la campagna elettorale si gioca soprattutto sui social network: da uno a dieci valgono otto. Sono importanti per l’immediatezza e perché vicini alle nuove generazioni. Alla campagna elettorale in rete è destinato il 20% del budget. Il social media più importante per la campagna elettorale è Facebook, con quasi la metà delle preferenze, seguito da Twitter.

Le campagne elettorali valgono circa un decimo del fatturato del periodo delle imprese del settore. “Nelle campagne elettorali è cambiato il modo di fare pubblicità rispetto al passato – spiega Umberto Bellini, presidente di Asseprim, la Federazione Confcommercio dei servizi professionali per le imprese -. La campagna elettorale rappresenta un momento di coinvolgimento per molte aziende del settore. Un lavoro particolarmente intenso e concentrato nel periodo prima delle elezioni, spesso portatore di novità nel modo di comunicare che resteranno in futuro. Oggi la campagna si gioca molto online e sui social network che, grazie alla loro immediatezza, stimolano il dibattito anche da parte delle nuove generazioni. Ben si prestano rispetto ai tempi ristretti, all’immediatezza, alla possibilità di raggiungere e ampliare i propri interlocutori”.

Sono 8 mila le imprese che si occupano di comunicazione e pubblicità in Lombardia e pesano un quarto sull’intero settore a livello nazionale, dove sono 32 mila. Più numerose le agenzie pubblicitarie con più di 4.000 attività, le imprese di rilevazione di opinioni e sondaggi, 2 mila, le oltre mille concessionarie pubblicitarie. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano sui dati del registro imprese 2015e 2014. Per la Lombardia, a Milano ci sono 5 mila imprese. La seguono Brescia con 860 imprese, Monza e Brianza con circa seicento, Bergamo con cinquecento e Varese con quattrocento. Le imprese calano circa del -2% sia in Lombardia che in Italia. Gli addetti sono 42 mila in Lombardia (2 mila in più in un anno) e 90 mila in Italia (3 mila in più). Milano concentra 33 mila addetti del settore, 2 mila in più in un anno. Una impresa su cinque è femminile e una su dieci di un giovane.

Prime: Milano con 5 mila imprese, Roma con quasi 4 mila, Torino, Napoli, Brescia con circa mille, Bari, Firenze, Bologna, Verona, Padova con circa settecento e Monza con circa seicento.

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