Brenta e Cuasso al Monte, dove l’unico candidato batte l’astensionismo

Ad entrambi i sindaci serviva almeno il 50% di affluenza. Per Ballardin successo dopo la vicenda giudiziaria

07 giugno 2016
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In due dei 34 Comuni del Varesotto chiamati alle urne domenica 5 giugno si presentava un unico candidato sindaco: in questo caso, la legge prevede che debba votare almeno il 50% degli aventi diritto, pena il commissariamento del Municipio. Tale circostanza si era verificata un anno fa a Brezzo di Bedero, dove invece, quest’anno, sono stati ben tre a sfidarsi per la poltrona di primo cittadino.

Anche a Cuasso al Monte, però, si veniva da una situazione simile, perché la Giunta guidata da Paola Martinelli era crollata a causa delle dimissioni di diversi consiglieri: dunque, lunghi mesi di commissariamento e lo spettro, qualora non avesse votato la metà dei cuassesi, di proseguire nell’inattività forzata per almeno un altro anno. Alla fine, però, alle urne si è recato il 55.38% degli abitanti di uno dei paesi più territorialmente vasti del Varesotto, adagiato tra Valceresio, Valganna e lago di Lugano: Franco Ziliani della lista Viva Cuasso è così diventato sindaco, ruolo già esercitato sino al 2009.

Affluenza di poco più bassa a Brenta, col 52.41% degli elettori al seggio. Gianpietro Ballardin è stato dunque confermato sindaco con la sua lista Uniti per Brenta: un risultato decisamente significativo, se si pensa alla vicenda che lo interessò a gennaio quando venne prima arrestato per l’inchiesta riguardante la Polizia Locale del Medio Verbano, poi rilasciato nel giro di pochi giorni senza che la stessa inchiesta, nei mesi successivi, abbia portato a sbocchi interessanti. Nel mezzo, però, il suo caso era diventato di rilevanza nazionale anche grazie alla campagna sui social e sui blog del Movimento 5 Stelle, che inscenò persino una protesta davanti al Municipio. Evidentemente, però, i brentesi hanno ritenuto Ballardin ancora meritevole della loro fiducia.

Curiosità: a Cuasso le schede bianche e nulle rappresentano oltre il 7% del totale, a Brenta superano il 10%. Due chiare testimonianze di come molti cittadini, pur non condividendo le uniche candidature in campo, hanno voluto comunque evitare che il proprio paese venisse commissariato.

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