Whirlpool, firmato nuovo accordo. “Retromarcia degli americani dopo due mesi di lotta”

Il nuovo accordo prevede l'incremento di 650.000 pezzi dei volumi prodotti in Italia. Gli investimenti saranno di 513,5 milioni di euro

02 luglio 2015
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Whirlpool

“Abbiamo firmato un accordo importante che premia due mesi di lotta che han convinto alla retromarcia gli americani. IlnNuovo piano industriale da una sorta di bollettino di guerra diventa un vero piano di rilancio”.

Queste le parole del segretario nazionale della Fim Cisl Marco Bentivogli. Che ha partecipato alla firma di un nuovo piano, cui seguiranno intese locali, che fa rientrare l’emergenza legata al futuro dei lavoratori della Whirlpool.

Trattativa

“Abbiamo appena firmato l’ipotesi di accordo quadro Whirlpool a cui seguiranno intese locali su ammortizzatori sociali e che contiene garanzie sul piano industriale 2015-2018. Entro ottobre inizierà la fase di consultazione sindacale e la fusione
dei due gruppi si prevede di completarla entro metà 2016. Il piano prevede missioni industriali per tutti i siti, attraverso l’insourcing di attività, la crescita di 650.000 pezzi dei volumi prodotti in Italia” spiega Bentivogli.

L’incremento, secondo il sindacato, punterebbe verso il 70% della saturazione produttiva di tutti i siti. Saranno 513,5 i milioni di euro
di investimenti. Il 75% di tutti gli investimenti su R&S di tutta l’area Emea concentrati in Italia. Il testo dovrà contenere un quadro a cui seguiranno accordi applicativi in sede locale e nazionale con ammortizzatori sociali che a partire dai contratti di solidarietà, escludano generazione di esuberi strutturali.

“L’accordo contiene la specifica delle missioni industriali e degli assetti occupazionali di tutti i siti e degli incentivi per esodi o trasferimenti volontari in cui abbiamo ottenuto per gli esodi l’incremento degli importi e le garanzie per i lavoratori che prevedono per coloro che utilizzeranno mobilità o Naspi per il successivo aggancio alla pensione avranno un’integrazione salariale tale da non
avere perdite di retribuzione dall’interruzione del rapporto di lavoro all’accesso alla pensione. Cancellati i 2060 licenziamenti, ci saranno solo esodi volontari.

Abbiamo impedito la chiusura di Carinaro che ripartirà con 320 lavoratori e in cui verrà concentrato il polo Emea per accessori e ricambi per tutti i prodotti per i mercati UE, Africa e Medio Oriente. L’azienda investita inoltre 2mln€ per la reindustrializzazione del sito di Teverola su cui ci sono già due offerte di acquisizione. Nelle prossime ore si svolgeranno le assemblee in tutti gli stabilimento e a cui seguirà la consultazione dei lavoratori, nei giorni 13 e 14 luglio”.

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