Univa: “Industria varesina da primato in 9 settori”

Aerospazio, plastica, vapore, cablaggio e tessile tra le eccellenza

11 dicembre 2015
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Da una parte, i dati congiunturali sull’andamento degli ammortizzatori sociali, che mettono in evidenza come la ripresa, quella solida e sostenuta, sia ancora da venire. Dall’altra, i dati di struttura in termini di unità locali e di addetti presenti sul territorio che confermano Varese come una delle province tra le più industrializzate d’Italia. Ancora capace di esprimere numerose nicchie produttive di eccellenza.
È stato l’esame dei dati economici riguardanti il sistema produttivo locale il punto centrale dell’ultima riunione dell’anno della Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. I dati congiunturali che fanno da termometro dell’andamento del sistema manifatturiero locale negli ultimi mesi sono quelli relativi alla Cassa Integrazione. Quella ordinaria, ammortizzatore sociale utilizzato per difficoltà temporanee di mercato, è tornata a crescere dopo mesi di rallentamento. Tra gennaio ed ottobre sono state autorizzate in provincia di Varese più di 11 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), l’1,4% in più rispetto ai 10,8 milioni di ore dello stesso periodo del 2014. In forte contrazione, invece, sia la Cassa Integrazione Straordinaria (-40,4%), sia la Cassa in deroga (-80,4%). In totale, tra gennaio e ottobre 2015, le ore autorizzate per i vari tipi di cassa integrazione sono state 18,8 milioni, il 22,4% in meno rispetto alle 24,2 milioni di ore di gennaio-ottobre 2014. In diminuzione anche il ricorso allo strumento della mobilità. Nei primi 10 mesi del 2015 gli accordi di mobilità tra le imprese associate all’Unione Industriali varesina hanno riguardato 17 aziende per 345 dipendenti. Nello stesso periodo del 2014 le imprese coinvolte furono, invece, 60 per 1.161 dipendenti.
“I dati sull’andamento degli ammortizzatori sociali a livello locale – commenta il Presidente dell’Unione Industriali, Riccardo Comerio – sono un richiamo alla prudenza. Un monito a chi considerava superata la fase di crisi. Rispetto alla rilevazione precedente il dato sulla Cassa Integrazione Ordinaria, infatti, conferma anche sul territorio un rallentamento del quadro economico registrato su più fronti a livello nazionale. Rimangono fattori espansivi a cui le imprese guardano ancora con interesse e ottimismo come l’ulteriore calo del prezzo del petrolio, l’euro ancora debole e le nuove misure della Bce. Ma il quadro generale rimane delicato e le attese, anche per i prossimi mesi, rimangono prudenti”.
Migliore il quadro del sistema produttivo varesino se lo sguardo dal contingente si allarga ai dati di struttura dei principali settori industriali presenti sul territorio. Soprattutto se paragonati con altre zone d’Italia. Una prospettiva di più lungo periodo e ampio respiro fornita da un’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali varesina sulla base degli ultimi dati Istat sul numero di unità locale e addetti divisi tra province. Ancorché aggiornati al 2013 questi numeri, gli ultimi disponibili e pubblicati solo qualche settimana fa dall’Istat, mettono in evidenza i primati dell’industria della provincia di Varese che, per numero di addetti in Italia, risulta essere:
· 4^ nel settore gomma e materie plastiche;
· 5^ nel settore chimico-farmaceutico (4^ per il solo polo chimico);
· 8^ nel settore tessile, abbigliamento e moda (4^ per il solo tessile);
· 10^ per il settore metalmeccanico.
Andando più nel dettaglio e analizzando i dati per singoli comparti, e non più solo per interi settori, Varese risulta piazzarsi nei primi 10 posti in Italia per addetti impiegati nell’industria in ben 28 diverse nicchie produttive. Tra queste quelle da podio sono ben 9.
Varese, nello specifico, si aggiudica la medaglia d’oro nazionale in 5 nicchie produttive riguardanti:
· l’aerospazio;
· gli articoli in materie plastiche;
· i generatori di vapore;
· i cablaggi e le apparecchiature di cablaggio;
· la voce “altre industrie tessili”, che comprende, tra gli altri, il tessile casa e i tessuti a maglia.
L’industria della provincia di Varese è, invece, medaglia di bronzo in altre 4 nicchie:
· finissaggio dei tessuti;
· prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma sintetica i forme primarie;
· altri prodotti chimici tra cui oli essenziali e colle;
· apparecchi per uso domestico.
“La competitività di un sistema produttivo locale – commenta Riccardo Comerio – si basa anche sulla propria capacità di esprimere eccellenze in singole nicchie produttive. Stando agli ultimi dati Istat il sistema Varese dimostra di aver tenuto in questi anni di crisi, facendo leva sui propri punti di forza. Non sono molti i territori che possono esprimere lo stesso numero di primati. E ciò fa da cartina di tornasole su quanto la realtà manifatturiera sia fondamentale per la nostra economia e per la nostra capacità di creare benessere diffuso. Il made in Italy non è solo moda. Il made in Italy è anche meccanica, chimica e gomma. Tutte voci queste (così come altre dove Varese esprime eccellenze magari non in termini di statistiche, ma a livello di singole realtà aziendali) che fanno del nostro territorio una delle colonne portanti del made in Italy”.

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