Sfruttavano italiani ed extracomunitari in nero. Attività sospesa da Digos e Carabinieri

Le Forze dell'Ordine hanno individuato una ditta di Ferno, dove erano impiegate 24 persone senza regolare contratto e in una struttura priva di uscite di emergenza

11 novembre 2015
Guarda anche: Busto ArsizioMalpensa
Digos perquisizione

Digos perquisizione

Nella mattinata del 6 novembre personale della Digos della Questura di Varese con il concorso del Nucleo Ispettorato del lavoro dei Carabinieri e della Direzione Provinciale del Lavoro di Varese, ha proceduto al controllo di un opificio della ditta J.M. impresa che si occupa di assemblaggio di materiali e gadget per prodotti da edicola accertando una situazione di totale irregolarità dei rapporti lavorativi oltre a numerosi illeciti penali e amministrativi sugli obblighi prescritti dalla normativa sulla prevenzione e protezione dei luoghi di lavoro.
L’attività nasce da una notizia acquisita dall’attività di monitoraggio delle comunità straniere effettuato dalla Digos di Varese.

I riscontri e i conseguenti accertamenti hanno permesso di individuare un’attività non censita che assicurava il lavoro a decine di cittadini italiani ed extracomunitari. Le attività di osservazione e i sopralluoghi degli uomini della Polizia di Stato hanno consentito l’individuazione di un opificio sito a Ferno in via Asiago.
Nella prima mattinata di venerdì 6 novembre è scattata l’operazione congiunta tra Polizia di Stato, Carabinieri e Direzione Territoriale del Lavoro di Varese. All’interno della fabbrica di imballaggio per gadget, verosimilmente destinati al prossimo periodo natalizio, venivano identificati 24 lavoratori nell’atto del confezionamento di oggetti divario tipo, tutti privi di regolare contratto di lavoro. E’ stato rinvenuto anche numeroso materiale attestante la destinazione degli stessi gadget imballati ovvero il mercato dell’oggettistica da edicola.

All’atto del controllo era presente il coniuge della titolare un cittadino italiano di 46 anni residente a Busto Arsizio e la moglie giunta poco dopo sul posto, anche’essa italiana di anni 48. Tra i lavoratori sono stati identificati sette cittadini extracomunitari tutti regolari sul territorio dello Stato.
Gli operanti hanno denunciato la titolare dell’impresa per: Omessa nomina R.S.P.P., omessa visita medica lavoratori, omessa valutazione dei rischi, omessa informazione ai lavoratori, omessa individuazione addetti anti incendio, mancanza di uscite di emergenza, mancata manutenzione impianti, mancanza di macchinari conformi ai requisiti di legge.
L’attività imprenditoriale è stata immediatamente sospesa e sono state comminate ammende pari a 51.200 euro, sanzioni amministrative pari a 152.675 euro e recuperati oneri e contributi previdenziali pari a 35.889 euro.

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