Orrigoni: “Sarò sindaco e imprenditore. Mettendo la mia esperienza al servizio di Varese”

Il candidato sindaco del centrodestra annuncia come strutturerà la sua squadra di governo. E dice sì ad una Consulta per le imprese

03 maggio 2016
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“Non basta fare promesse in campagna elettorale. Troppo semplice buttare tutte le energie da qui al 5 giungo. La vera sfida per Varese inizia dopo le elezioni, quando dovremo governare migliorando la nostra città”.

Paolo Orrigoni, candidato sindaco del centrodestra, ha incontrato ieri i vertici di Confapi Varese.

Il presidente dell’associazione di categoria Franco Colombo ha infatti invitato il candidato a discutere dei problemi che affliggono le imprese a Varese e delle possibili soluzioni.

Numerose le proposte di Confapi, tra cui “una Consulta per il rilancio delle imprese, dove il Comune di Varese, in quanto capoluogo, sia ente capofila”, sono le parole di Colombo. Che ha lanciato anche la proposta di un “patto per lo sviluppo”.

“Bisogna favorire le nuove idee – ha detto Orrigoni – prima di parlare di riqualificazione delle aree dismesse, è infatti necessario parlare di ‘idee dismesse’, perché di luoghi dove impiantare nuove attività ne abbiamo tantissimi”.

In sostanza Orrigoni ha lanciato la sfida per far diventare Varese un territorio fucina di nuove attività.

“Il Comune deve poi puntare soprattutto sulla sburocratizzazione, per aiutare le attività economiche” ha aggiunto. Quindi è passato a parlare della sua futura giunta, dove “ognuno avrà competenze specifiche, e dovrà tenere i rapporti con quei settori della società che rappresenta in maniera costante – ha detto – con un minimo di otto incontri all’anno. Questo significa che chi amministerà con me dovrà farlo in maniera continua e concreta”.

E quindi ha aggiunto come, se diventerà sindaco, non rinuncerà alla sua attività imprenditoriale.

“Non farò solo il sindaco, ma continuerò ovviamente ad occuparmi della mia azienda. Questo non significa che sarò un sindaco presente mezza giornata, ma che non intendo abbandonare la mia attività professionale. Questo per mettere anche a disposizione della mia città quegli stimoli e quelle competenze che si hanno lavorando in campo aziendale. Ci sono sindaci che hanno lavorato bene facendo solo il sindaco, e altri che hanno lavorato sempre bene, facendo sia il sindaco che portando avanti comunque il proprio lavoro”.
Il modo per riuscirci, secondo lui è quello di saper delegare. “Non conta solo chi guida la squadra, ma anche la squadra stessa. Valorizzando le competenze di ognuno è possibile governare bene e dare rilancio”.

Presenti all’incontro il forzista Nino Caianiello e i candidati alle comunali di Forza Italia Piero Galparoli e Giovanna Favero. Durante la discussione è emersa la proposta del candidato sindaco del centrosinistra Davide Galimberti di far decidere lo stipendio del sindaco con una consultazione tra i cittadini. “Se questi sono gli argomenti dei miei avversari, posso star tranquillo” ha detto Orrigoni. E Caianiello ha aggiunto come “l’indennità del sindaco è di circa 60.000 euro all’anno, per cinque anni sono 300.000 euro. I costi di un referendum, come è venuto fuori parlando con il sindaco Attilio Fontana, si aggirano sui 290.000 euro”.

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