Maroni è “salvo”. Respinta la mozione di sfiducia

Il documento in cui si chiedevano le dimissioni del governatore è stato respinto con 47 voti contrari e 30 a favore

20 ottobre 2015
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Maroni voto

E’ stata respinta con 47 voti contrari e 30 voti a favore la mozione di sfiducia al Presidente della Giunta regionale Roberto Maroni, presentata dai gruppi di minoranza. Hanno votato a favore i Consiglieri dei gruppi PD, Patto Civico e M5Stelle, contrari Lega Nord, Lista Maroni, Forza Italia, Ncd, Fratelli d’Italia, Pensionati e Gruppo Misto Fuxia People.

“La sanità lombarda non paga tangenti, è un sistema sano” ha detto in Aula in apertura di seduta il Presidente Roberto Maroni facendo riferimento all’arresto del Vice Presidente, ora autosospeso, Mario Mantovani. “Chiunque d’ora in poi assocerà pertanto la sanità lombarda alle tangenti sarà chiamato penalmente a rispondere di questa che è una falsità – ha proseguito Maroni – la stragrande maggioranza delle imputazioni contestate a Mantovani nell’ordinanza di custodia non riguardano la Regione, a esclusione di 3 episodi: due incarichi professionali da aziende ospedaliere e una turbativa d’asta su una gara per il servizio di trasporto dei dializzati. Non ci sono però responsabilità alcune della Regione nei fatti, che sono risultati conformi e rispettosi delle procedure, per cui nessuna censura da parte nostra perché c’è stato pieno rispetto delle leggi e del regolamento”. Il Presidente Roberto Maroni ha ricordato infine che in Regione Lombardia è stato adottato il piano triennale di prevenzione alla corruzione 2015/2017 e sono operative le linee guida dell’Anac per proteggere le segnalazioni dei dipendenti interni. “Non
dimentichiamoci che qui c’è la sperimentazione del futuro modello sanitario nazionale” ha concluso Maroni, sottolineando il recente giudizio sulla riforma sanitaria dato dal Ministro della Sanità del Governo Renzi.
Illustrando la mozione di sfiducia, il primo firmatario Alessandro Alfieri (PD) ha sottolineato come i gruppi di minoranza non abbiano mai presentato prima una analoga mozione di sfiducia a fronte del “coinvolgimento del Presidente Maroni in procedimenti giudiziari davanti ai quali dovrà rispondere dei reati di induzione
indebita e turbata libertà della scelta del contraente”, volendo tenere ben distinto il piano giudiziario da quello politico. “Il Presidente Maroni -ha detto Alfieri- si era candidato annunciando che avrebbe riportato trasparenza e legalità in Regione Lombardia, e che mai più si sarebbero verificati scandali giudiziari: l’incapacità politica di Maroni di rompere con il passato però è ora sotto gli occhi di tutti, a partire dal sistema dei controlli e dall’invadenza della politica nelle nomine dei direttori generali della sanità. Quest’ultimi -ha proseguito Alessandro Alfieri- in
alcuni casi si sono dimostrati asserviti ai vertici regionali e la stessa commissione d’inchiesta interna non ha portato ad alcun risultato. Se Maroni e la sua maggioranza vogliono presentarsi davanti al Governo nazionale per chiedere più poteri e più risorse, devono avere la carte in regola: purtroppo così non è e la realtà è ben diversa”.

Nel documento presentato, i gruppi di minoranza chiedevano la sfiducia evidenziando come “solo una guida autorevole e stabile, che abbia rinsaldato il rapporto di fiducia con i cittadini attraverso il voto, può oggi salvare l’istituto regionale dalla crescente sfiducia e dall’irrilevanza politica”. In fase di dichiarazione di voto, il capogruppo del PD Enrico Brambilla ha invitato la maggioranza “a fare almeno un po’ di autocritica, perché se da una settimana i
guai giudiziari di Regione Lombardia sono sulle pagine di tutti i giornali non è certo solo per colpa della magistratura”, mentre il capogruppo del M5Stelle Dario Violi ha sottolineato come “rispetto alla precedente legislatura non ci sia stato nessun cambio di passo, soprattutto sui temi della trasparenza e della legalità”.

Nei loro interventi i capigruppo di maggioranza Massimiliano Romeo (Lega Nord), Stefano Bruno Galli (Lista Maroni), Claudio Pedrazzini (Forza Italia), Luca Del Gobbo (NCD), Riccardo De Corato (Fratelli d’Italia) e Elisabetta Fatuzzo (Pensionati) hanno espresso pieno sostegno e fiducia al Presidente Roberto Maroni.
Nei vari interventi della maggioranza è stato sottolineato l’uso eccessivo e troppo spesso politicizzato della custodia cautelare da parte della magistratura.

Riprendendo le parole del Vice Presidente della Camera Roberto Giachetti, alcuni Capigruppo si sono rivolti ai Consiglieri di minoranza ricordando loro come non si possa essere garantisti solo a senso unico e secondo convenienza, considerato anche il fatto che diversi amministratori del centrosinistra sono stati recentemente
indagati e tratti in arresto.
Nel corso del dibattito che ha preceduto le dichiarazioni di voto, sono intervenuti numerosi altri Consiglieri regionali: Giulio Gallera (Forza Italia), Mauro Piazza e Angelo Capelli (NCD), Sara Valmaggi, Gianantonio Girelli, Fabio Pizzul (PD), Lucia Castellano, Umberto Ambrosoli (Patto Civico), Eugenio Casalino, Gian Marco Corbetta,
Silvana Carcano, Iolanda Nanni, Giampietro Maccabiani (M5Stelle).

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