Lotta alle mafie, la Lombardia ha una nuova legge

Per il 2015 sono previsti interventi per 3,8 milioni di euro. Introdotto anche un Fondo per il sostegno alle vittime di usura ed estorsione

16 giugno 2015
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Lotta mafia

La Lombardia ha una nuova legge per la prevenzione e il contrasto alla criminalità organizzata e per la cultura della legalità. Il Consiglio regionale ha infatti approvato oggi all’unanimità il testo che le Commissioni Antimafia e Affari istituzionali avevano avvallato unificando tre distinti progetti (Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Giunta regionale). 

Per il 2015 sono previsti interventi per 3,8 milioni di euro.

Il Presidente del Consiglio regionale, Raffaele Cattaneo, al termine della votazione, ha espresso il proprio plauso: “Una legge che è un segno forte e che riassume tre iniziative, due provenienti dai gruppi consiliari e una dalla Giunta – ha detto Cattaneo, che eccezionalmente ha partecipato al voto – Questo è significativo della volontà della nostra istituzione di non dividersi su questi temi, ma di trovare insieme una sintesi. Un provvedimento che tutte le forze politiche hanno sostenuto, perché sul tema della lotta alla mafia e alla criminalità organizzata si deve dare una risposta forte, unita e decisa. La Lombardia non è certo la regione principe delle infiltrazioni, ma non possiamo certo ritenerci immuni. Lo scopo di questa legge è continuare a far crescere anticorpi nell’organismo del nostro territorio con iniziative che hanno lo scopo di alzare la guardia per evitare non solo una presenza diffusa e pervasiva di questi fenomeni, ma anche solo la possibilità di una formazione di episodi di tale natura”.

Tra i punti principali del provvedimento, illustrato in Aula da Stefano Carugo (NCD) e Silvana Carcano (M5S), il sostegno a iniziative di prevenzione e lotta alla criminalità organizzata e di promozione dell’educazione alla legalità. In particolare sono previsti interventi a favore delle vittime e finalizzati a contrastare i fenomeni delle truffe ai danni delle persone anziane, dell’usura e dell’estorsione.

“Questa legge è il risultato di un lavoro sinergico della Commissione Antimafia con quella Affari Istituzionali e con la Giunta – ha sottolineato Gian Antonio Girelli (PD), Presidente della Commissione Antimafia – I punti cardine sono formazione, informazione, aiuto alle vittime e protocolli interni. Finalmente è maturata una nuova consapevolezza nelle istituzioni: la stragrande maggioranza della Lombardia è sana, deve solamente acquisire maggiore coscienza del fenomeno mafioso. Noi siamo pronti anche a porci come partner per la gestione dei beni confiscati”.

“Noi vogliamo essere sentinelle attente contro la mafia – ha dichiarato Stefano Carugo (NCD), relatore del provvedimento e Presidente della Commissione Affari Istituzionali – Questa è una legge che mette sul tavolo anche delle risorse: aiuteremo le vittime economicamente e dal punto di vista psicologico. Quello di oggi è un provvedimento concreto, che valorizza anche l’educazione alla cultura dell’antimafia, a partire dai banchi di scuola”.

“Abbiamo fortemente voluto questa legge che poi ha trovato la sintesi con le altre due proposte arrivate in Consiglio e dalla Giunta – ha commentato Silvana Carcano (M5S), relatrice del provvedimento – Il concetto che deve passare è che lo stato di diritto regionale conta più dell’antistato mafioso. Siamo arrivati ad un punto in cui non dobbiamo più affidarci a degli eroi, ma a tanti “signor nessuno” che abbiano la consapevolezza del fenomeno. Per questo è fondamentale coltivare la cultura della legalità nelle scuole”.

In Aula sono intervenuti anche il Presidente Roberto Maroni e l’assessore alla Sicurezza, Simona Bordonali.

LA SCHEDA

La legge incoraggia le attività di sensibilizzazione della società civile e delle istituzioni pubbliche sul tema dell’educazione alla legalità (anche in tema di bullismo e devianze giovanili), in collaborazione con associazioni di categoria, scuole e università, comunità di recupero e organizzazioni di volontariato. Viene istituita la “Giornata regionale dell’impegno contro le mafie e in ricordo delle vittime”, celebrata in Lombardia il 21 marzo, per coinvolgere gli studenti delle scuole lombarde.

Vengono creati due nuovi organismi: il Comitato tecnico-scientifico a supporto degli organismi consiliari per la conoscenza della materia, che avrà sede presso il Consiglio regionale, e il Comitato regionale per la legalità e la trasparenza dei contratti pubblici, presso la Giunta regionale. In entrambi i casi il Consiglio regionale sarà significativamente rappresentato. Altra novità è il codice di autoregolamentazione per i consiglieri, con riferimento alle migliori pratiche in materia di legalità, trasparenza, prevenzione e contrasto alla corruzione. Le nuove norme prevedono l’erogazione di contributi agli enti locali per sostenere progetti di contrasto alla criminalità organizzata e ai reati di stampo mafioso elaborati anche in collaborazione con uffici giudiziari, forze dell’ordine e organizzazioni che si occupano di assistenza legale e supporto psicologico per le vittime residenti in Lombardia che hanno subito soprusi sul territorio regionale. Viene inoltre previsto il patrocinio della Regione, a proprie spese, nei procedimenti penali per la difesa dei cittadini vittime di reati contro il patrimonio o la persona che a decorrere dall’1 gennaio 2015 vengono accusati di delitti per eccesso colposo di legittima difesa.

Per quanto riguarda i beni confiscati alle mafie, Regione Lombardi istituirà un Fondo a favore degli enti locali per il recupero e l’utilizzo a fini sociali o istituzionali degli stessi. Viene istituito anche il Fondo regionale di prevenzione dell’usura e dell’estorsione e di solidarietà alle vittime del reato di usura o di estorsione.

Il testo contiene inoltre la disposizione con la quale il Presidente della Giunta regionale stabilisce l’erogazione di 1,5 milioni a favore dei soggetti che hanno subito notevoli danni in seguito agli atti vandalici avvenuti durante le manifestazioni degli scorsi mesi.

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