“L’Italia dovrà sborsare all’Europa 160 milioni di euro. Anche per colpa della discarica di Laveno”

La prima penalità è stata di 39,8 milioni, mentre il totale ha toccato quota 79 milioni 800 mila euro. A questa cifra si aggiunge la multa di 20 milioni inflitta per le analoghe violazioni commesse nella regione Campania. Tra queste 198 discariche, alcune sono situate in Lombardia, una in particolare è situata nel Comune di Laveno Mombello, in provincia di Varese

24 novembre 2015
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Foto repertorio

“L’Italia è stata condannata a pagare circa 160 milioni di euro dalla Corte di Giustizia Europea, per le violazioni degli obblighi derivanti dall’appartenenza all’Ue”.

Questa la denuncia del deputato del Movimento 5 Stelle Cosimo Petraroli, che sottolinea come la “colpa” di questa sanzioni abbia origine da diverse situazioni ritenute irregolari, tra cui figurerebbe anche la discarica di Laveno Mombello. 

“Le quattro sentenze emesse a carico del nostro Paese – dichiara Petraroli, membro della Commissione Politiche dell’Unione Europea – prevedono anche una serie di penalità di mora, si tratta di somme aggiuntive che scattano ad intervalli periodici quando vi è una mancata ottemperanza, da parte di uno Stato membro, alle decisioni dei giudici.

Questa scure sul capo dell’Italia e degli italiani aumenterà il debito già accumulato nei confronti dell’Europa.

Sono numerose, inoltre, le procedure di infrazione ancora aperte nei confronti del nostro paese che potrebbero far aumentare ancor più gli oneri finanziari a nostro carico.

Le cinque sentenze – prosegue il pentastellato – si riferiscono a quattro casi di aiuti di Stato illegittimi per la navigazione e gli alberghi della Sardegna, per le imprese che hanno investito nei comuni colpiti dal sisma del 2002 e per le esenzioni fiscali e prestiti agevolati in favore di imprese di servizi a prevalente capitale pubblico. Il quinto caso, infine, riguarda la mancata garanzia dell’indipendenza del gestore dell’infrastruttura ferroviaria.

La stangata è arrivata, però, per lo scandalo delle 198 discariche abusive disseminate su quasi tutto il territorio nazionale.
La mancata adozione dei provvedimenti necessari per assicurare che i rifiuti siano recuperati o smaltiti senza pericolo per la salute dell’uomo ci è costata una sanzione di 40 milioni, cui si aggiunge una penalità semestrale di 42 milioni 800 mila euro, da cui verranno sottratti, in caso di avvenuta messa a norma, 400 mila euro per ogni discarica contenente rifiuti pericolosi e 200 mila per ogni altra discarica”.

“La prima penalità è stata di 39,8 milioni, mentre il totale ha toccato quota 79 milioni 800 mila euro. A questa cifra si aggiunge la multa di 20 milioni inflitta per le analoghe violazioni commesse nella regione Campania.

Tra queste 198 discariche, alcune sono situate in Lombardia, una in particolare è situata nel Comune di Laveno Mombello, in provincia di Varese.

Se entro gennaio 2016 l’Italia non avrà ottemperato al provvedimento dei giudici europei, scatterà un’ulteriore penalità di 120 mila euro per ogni giorno di ritardo.

Il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti nel corso del question time in Commissione Ambiente, sotto la nostra pressione, ha dichiarato che gli obblighi di messa in sicurezza e bonifica dei siti contaminati, ivi incluse le discariche abusive da dismettere, gravano in capo al Comune territorialmente competente, ed in caso di inerzia di quest’ultimo, in capo alla Regione che è il responsabile di ultima istanza per la realizzazione dell’opera di bonifica o messa in sicurezza.
I cittadini residenti in quei territori si ritroveranno probabilmente a subire quindi anche la mancata messa in sicurezza delle discariche, in quanto i Comuni sono economicamente impossibilitati a provvedere a causa dei tagli delle risorse imposte dal Governo Renzi. Nelle scorse settimane – conclude Petraroli (M5S) – abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell’Economia Piercarlo Padoan proprio sulle multe da pagare dovute alle procedure di infrazione. Il Governo preferisce raddoppiare il budget per pagare le multe all’Europa, senza spiegare come ha intenzione di sanare le situazioni di infrazione. Il ‘Fondo per il recepimento della normativa europea’ dovrebbe servire a recepire le direttive emanate dall’Europa, non essere utilizzato come bancomat per pagare le sanzioni inflitte al nostro Paese. E per i cittadini, costretti a pagare 2 volte, anche in salute, come sempre oltre al danno la beffa”.

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