La Goletta dei laghi di Legambiente: la 4° tappa tocca Varese

Presentati i risultati dei monitoraggi sulla sponda lombarda del Lago Maggiore: 5 punti su 7 sono inquinati

12 luglio 2017
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La quarta tappa del tour 2017 della Goletta dei Laghi, campagna nazionale di Legambiente a tutela dei bacini lacustri italiani – in collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont – si è conclusa oggi a Varese, dove l’equipaggio del Cigno Azzurro ha reso noti i dati dei monitoraggi scientifici sulla sponda lombarda del Verbano. Nelle analisi della Goletta dei laghi vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che si trovano lungo le rive dei laghi, punti spesso segnalati dai cittadini attraverso il servizio SOS Goletta*: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica di origine fecale, dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che attraverso i corsi d’acqua arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un’istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

«L’obiettivo della Goletta dei laghi – spiega Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardianon è solo denunciare situazioni critiche per la qualità dell’acqua, ma anche stimolare un dialogo tra le diverse amministrazioni e le autorità di controllo in un’ottica di sistema. Il lago rappresenta già di per sé uno straordinario tavolo di confronto, che deve superare le mere competenze locali. La balneabilità delle acque e la gestione del territorio in nome della tutela degli ecosistemi lacustri e della biodiversità, devono essere considerati strumenti importanti per promuovere la qualità del territorio varesotto dando più forza anche a un turismo sostenibile.».

A questo scopo, la presentazione dei risultati delle analisi svolte dai tecnici della Goletta si è inserita nella più ampia tavola rotonda promossa dal circolo Legambiente di Varese che ha riunito enti e istituzioni del territorio per parlare della qualità delle acque nel varesotto e illustrare programmi futuri per il risanamento di situazioni critiche. Alla conferenza presso lo Spazio Substrato erano presenti: la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto, la presidente del circolo di Varese di Legambiente Valentina Minazzi, la responsabile delle attività scientifiche di Goletta dei Laghi Stefania Di Vito, il coordinatore provinciale dei circoli del Varesotto di Legambiente Alberto Minazzi, il direttore di Arpa Lombardia Michele Camisasca e la responsabile del settore monitoraggi ambientali di Arpa Lombardia Silvia Bellinzona, il delegato ambientale della Provincia di Varese Valerio Mariani, la direttrice dell’Ato Carla Arioli, il sindaco di Daverio Franco Martino per l’Acr – Associazione Comuni Rivieraschi Lago di Varese, il vicesindaco del Comune di Angera Marco Brovelli, gli assessori all’Ambiente del Comune di Varese Dino De Simone, del Comune di Travedona Monate Giovanni Carnesecchi e del Comune di Laveno Mombello Enrico Rodari.

«Le analisi di Goletta dei Laghi ci forniscono uno strumento utile per individuare le criticità di un sistema di gestione delle acque reflue, ancora troppo deficitario. – spiega Alberto Minazzi, coordinatore dei circoli del Varesotto di Legambiente – La situazione del Lago Maggiore, così come quella del Ceresio e del Varese, è frutto dei ritardi con cui in provincia di Varese si è dato corso alla costituzione dell’ATO e alla lentezza con cui i diversi gestori stanno mettendo in condivisione le infrastrutture per arrivare ad una amministrazione unica delle acque. Una situazione di paradossale e imbarazzante che purtroppo riguarda non solo i laghi, ma anche i fiumi. Così, mentre il sul Ceresio le amministrazioni comunali hanno trovato nell’unità di intenti un modello condiviso per proporre soluzioni per il risanamento delle acque, sul Maggiore da troppi anni si assiste all’inesorabile inquinamento dei torrenti Acquanegra, Monvallina, Bardello e Boesio, tutti affluenti del Verbano, che trasportano reflui non depurati anche dai comuni dell’entroterra».

Il dettaglio delle analisi di Goletta dei Laghi
sulla sponda lombarda:
Sono risultati fortemente inquinati i campioni prelevati a Germignaga alla foce del canale adiacente il Lido Comunale, a Laveno Mombello presso la foce del torrente Boesio, a Brebbia alla foce del torrente Bardello e a Ispra alla foce del torrente Acqua Negra, confermando i dati rilevati anche nelle passate edizioni di Goletta dei Laghi. Ad Angera il torrente presso l’Oasi Bruschera sono state riscontrate cariche batteriche tali da emettere un giudizio di “inquinato”, contrariamente agli ultimi due anni di monitoraggi che avevano attestato una condizione entro i limiti di legge. Rientrano, invece, nei parametri della normativa i campioni prelevati a Laveno Mombello sul lungo lago presso lo scarico Parabò all’altezza della spiaggia di Cerro, a Monvalle presso la foce del torrente Monvallina.

Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’indagine condotta nel 2016 ha registrato nel lago Maggiore una densità media di oltre 39mila particelle per chilometro quadrato. II campionamenti si sono concentrati nella parte meridionale del bacino, individuando cinque stazioni per un totale di 7 calate della manta. La maggiore densità di particelle su chilometro quadro è stata riscontrata nel transetto tra Dormelletto, Arona e Angera, porzione del lago che subisce la presenza del torrente Vevera (che mostra una situazione d’inquinato cronico dalle analisi di Goletta dei Laghi, a causa di problemi di depurazione delle acque fognarie).
I dettagli del monitoraggio sono consultabili su: https://www.legambiente.it/marinelitter/ (nella sezione microlitter/1-2 e 3 gli approfondimenti).

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