La battaglia NO Tangenziale, in corso da più di 15 anni, è tornata al Parlamento europeo

Superstrada Vigevano-Malpensa. Eleonora Evi (M5S) porta l’annosa vicenda in Europa. Discussa la petizione dei Comitati NO Tangenziale del Parco del Ticino e del Parco Agricolo Sud Milano

12 ottobre 2017
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La battaglia NO Tangenziale, in corso da più di 15 anni, è tornata al Parlamento europeo, dove si è levata con forza la voce dei Comitati dei cittadini che non accettano il progetto di ANAS, SEA e Regione Lombardia, tanto nella versione originaria risalente al 2001 quanto in quella proposta a partire dal 2015.

La Superstrada “Vigevano-Malpensa”per gli ambientalisti, i sindaci di Albairate e Cassinetta di Lugagnano, i rappresentanti degli agricoltori e i numerosi attivisti M5S del Sud Ovest Milanese non può essere, in alcun modo credibile, la risposta ai gravi problemi di traffico subiti dagli abitanti della zona, proiettati quotidianamente per ragioni lavorative verso il capoluogo e non certo verso l’aeroporto di Malpensa.

I problemi sollevati dai Comitati NO TANG, uditi dalla Commissione per le petizioni del Parlamento UE, si risolverebbero “dirottando” le risorse stanziate a favore di questa superstrada sul raddoppio della ferrovia Milano-Mortara-Alessandria e sulla riqualificazione delle strade esistenti.

Le petizione discussa oggi chiede che qualsiasi progetto relativo alla Vigevano-Malpensa sia abbandonato definitivamente e che, in ogni caso, siano rispettate le norme UE sulla valutazione di impatto ambientale, sull’informazione e sulla partecipazione attiva dei cittadini.

L’eurodeputata M5S Eleonora Evi, che aveva formalmente chiesto che la petizione NO TANG venisse dibattuta in aula interviene: “E’ imperativo dire addio a un modello di sviluppo che incentiva il traffico privato su gomma e che si fonda su opere anacronistiche, calate dall’alto e irrispettose delle peculiarità dei territori, in questo caso il Sud Ovest Milanese, un’area di pregio con una forte vocazione agricola che si assesta tra due parchi, dove la transizione al biologico è una realtà che sta facendo la sua parte per ridare slancio all’economia”.

Evi continua commentando l’assurdità di questo progetto infrastrutturale in una zona affetta da scarsa qualità dell’aria, sull’onda delle inaspettate rivelazioni della Commissione UEche ha “anticipato” la risposta del Governo alle infrazioni per i continui superamenti di PM10 e NO2, giunte ormai a parere motivato.

“E’ allucinante pensare di risolvere il problema della qualità dell’aria in Lombardia dando il via libera a opere come la Vigevano-Malpensa, preludio della Tangenziale Ovest Esterna di Milano” – afferma l’eurodeputata M5S. “Trovo imbarazzante, inoltre, che la Regione preveda di rientrare nei limiti di legge sugli inquinanti atmosferici solo nel 2025, come riportato dai funzionari della Commissione europea. Stiamo parlando di limiti giuridicamente vincolanti che stiamo violando in maniera sistematica da ormai 12 anni, a discapito della salute delle persone”.

Marco Vallieurodeputato M5S che con Evi ha partecipato all’audizione, aggiunge: “Quanto riferito dalla Commissione UE è la prova lampante dell’assoluta mancanza di credibilità delle politiche nazionali e regionali per la tutela dell’aria, sconfessate irrimediabilmente dalle scelte che il Pirellone compie su mobilità e infrastrutture senza imparare dagli errori già compiuti”.

Intervenendo a sostegno dei petenti, Valli ha evidenziato l’importanza di abbandonare il disegno cementificatore che sta dietro la Vigevano-Malpensa, di impiegare risorse a favore del trasporto pubblico locale e collettivo, sottolineando come scelte razionali e sostenibili in questo settore svolgano un ruolo chiave per la prevenzione degli alti costi sociali determinati da infrastrutture che perpetuano la circolazione di un numero sempre crescente di auto private e inquinanti.

I due eurodeputati M5S concludono invitando a sostenere la petizione “NO Tangenziale” (n. 0090/2017) registrandosi sul portale delle petizioni del Parlamento UE. L’ampio consenso politico raccolto in aula dalla petizione, che rimane aperta, permetterà alla Commissione europea di valutarne a pieno il contenuto nei prossimi mesi. Regione e Governo, nel frattempo, saranno chiamate dal Parlamento UE a fornire chiarimenti sulle problematiche sollevate nella petizione.

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