Galimberti: “La mia vittoria non è uno sgarbo a Renzi. Ma la voglia di cambiamento dei varesini”

Il candidato sindaco del centrosinistra, vincitore delle primarie di domenica, punta a costruire un coalizione in grado di battere il centrodestra

16 dicembre 2015
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Dopo le primarie di Varese, alcuni quotidiani nazionali stanno definendo uno “sgarbo” a Renzi la mia vittoria. Voglio dire con la massima chiarezza che si tratta di pura fantascienza, un tentativo scomposto di indebolire la voglia di cambiamento che la città di Varese aspetta e, sono sicuro, si concretizzerà alle prossime elezioni. 

Un obiettivo che deve riguardare il Pd locale, regionale e nazionale, senza distinzioni, costruendo una coalizione vincente, credibile e in grado di governare, aperta alle forze civiche e che metta al centro della propria iniziativa amministrativa il verbo “fare”. Dal primo minuto dopo la mia vittoria mi sono messo al lavoro per questo. Così Davide Galimberti, candidato sindaco a Varese. Sono profondamente convinto che la spinta riformatrice di Matteo Renzi e la sua concretezza siano l’unica strada possibile per togliere quelle incrostazioni che da anni bloccano il Paese. L’Italia e Varese non possono rassegnarsi a vivacchiare: per questo mi sono candidato. Al mio fianco ho avuto esponenti locali e parlamentari locali tra i più vicini al Presidente del Consiglio, ora dobbiamo lavorare uniti. Questo è il momento di fare squadra e di lavorare tutti insieme per vincere e governare a Varese dopo 23 anni di Lega Nord. Lo ho detto a chiare lettere anche a Luca Lotti, prima e dopo il risultato delle primarie, e già domani sarò a Roma per coinvolgere il Governo in questa sfida entusiasmante.

Davide Galimberti

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