Funerali di Casamonica, Attolini scrive al sacerdote

L'esponente di Fratelli d'Italia critica il prelato che si è limitato a fare il proprio dovere

22 agosto 2015
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funerali

Egr.Don Giancarlo,

dopo aver letto le sue dichiarazioni e interviste in meritoalla nota e ben più triste vicenda mi permetto di scriverle queste poche righe.

Vorrei tranquillizzarla sul fatto che le forte reazioni che ci sono state credo siano dovute al forte attaccamento che hanno i cattolici della propria fede e i romani di Roma, quindi vedere quel poster appeso ha suscitato la giusta indignazione dovuta a 360°.

Riguardo le sue dichiarazioni mi aspettavo dichiarazioni fatte col cuore ma invece ho letto dichiarazioni un po’ fredde che si sembrano scritte da un avvocato anche se lei parla di colleghi giornalisti e non ex-giornalisti (differenza non di poco conto).

Le frasi che più mi hanno colpito sono queste: ”ho fatto solo il mio dovere” “ho fatto il mio mestiere” e mi hanno rimandato un’esperienza che ho vissuto in passato.

Quando prestavo servizio nell’Arma dei Carabinieri (come carabiniere ausiliario) una Domenica mattina verso le 9 durante il
servizio di pattugliamento ci venne richiesto dalla centrale di intervenire per rilevare una lite in famiglia.

Giunti nell’abitazione trovammo una donna in lacrime, 2 bambini impauriti e un padre su tutte le furie. Dopo aver annotato le generalità dei genitori pensavo che il nostro compito fosse finito e invece il caposervizio ha parlato separatamente per più di un’ora con madre, padre e figli e poi ce ne siamo andati.

Ci ho messo un po’ a metabolizzare cosa era accaduto in quell’abitazione e se il lavoro svolto dal caposervizio rientrava nei
compiti di un dipendente del Ministero della Difesa: quel giorno il caposervizio “NON ha fatto solo il suo dovere” e “NON ha fatto solo il suo mestiere”.

Io credo che in quest’Italia sempre più alla deriva e sempre più divisa su vari fronti sia richiesto ad ognuno di noi di andare oltre il
proprio dovere e mestiere, il “come” spetta alla coscienza di ognuno di noi, la
coscienza da uomo cattolico e non da un giornalista.

Uno dei mali della società di oggi è l’indifferenza e per sconfiggerla serve ricucire il tessuto sociale ormai in brandelli; per
ricucire questo tessuto abbiamo bisogno anche della Chiesa Cattolica, NON DI Preti burocrati ma di Preti forti e coraggiosi come Don Pino Puglisi,Don Giuseppe Diana, Don Graziano Muntoni, caduti per mano della mafia perché NON hanno fatto solo il loro dovere, dovere di Prete e non di giornalista.

ONORE AI CADUTI.

Francesco

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