Esercito a Varese: “L’amministrazione ammette di avere fallito sulla sicurezza in città”

Riflessioni di Bruno Belli, umanista e coordinatore del progetto ''Varese da Vivere'' del Pd, sul voto in consiglio comunale per chiedere l'intervento dei militari

09 giugno 2015
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Presidiopiazza

I nostri “governanti” locali, votando a favore dell’intervento dell’esercito a Varese, non si sono accorti di un modestissimo fatto: che, votando per la presenza dell’esercito in città, hanno ammesso il completo fallimento dell’attuale amministrazione sul fronte della politica della sicurezza, evidentemente non essendo stati capaci, negli anni, nemmeno di prevedere un piano concreto da attuare in piena collaborazione con le forze dell’ordine e con la Prefettura.

Senza contare, qui, lo sgradevole impatto dei militari mescolati alla gente civile, di fronte ai già pochi turisti che vengono in città (e che sono molti di meno rispetto a quelli che avrebbero creduto di annoverare gli entusiasti del fallimentare EXPO). 

L’esercito mette ordine: è vero. Ma ha anche suoi regolamenti che non c’entrano punto con la vita civile, ha un codice di procedura a sé stante (tanto che esistono i tribunali civili e quelli militari), ecc.ecc.

Allora, da cittadino, chiedo questo ai nostri amministratori: perché non vi dimettete tutti e lasciate il governo della città ai militari?
Tra quanto li vorremo vedere anche a Roma, a Palazzo Chigi, a Palazzo Madama, al Quirinale?

Di certo, per chiudere con una battuta (ma non ignorerei il significato della provocazione qui sopra), saremo sicuri che i treni saranno nuovamente in orario!!!

Complimenti per l’ammissione del fallimento di un governo civile e della sottoscrizione entusiasta al grido squillante “Arrivano i colonnelli!!!”.

Bruno Belli
Umanista  
Coordinatore del capitolo “Risorse culturali varesine” del progetto “Varese da Vivere” del Pd di Varese 

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