Attentati islamisti, l’Italia alza il livello di sicurezza. In arrivo corpi speciali dell’Esercito

In questi mesi 540 perquisizioni su soggetti legati in vari modi al terrorismo, 56.426 persone controllate, 147 arestati, 325 indagati, espulsi o respinti alla frontiera per mancanza di requisiti 259, 8.493 veicoli controllati, 55 espulsi

14 novembre 2015
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Comitato sicurezza

Comitato sicurezza

“Abbiamo elevato il livello di sicurezza, lo abbiamo portato al secondo livello che comporta la possibilità di coinvolgimento delle forze dei corpi speciali dell’esercito”.

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano annuncia le misure che il governo prenderà dopo la riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica, presieduto dal premier Matteo Renzi, a seguito del rischio attentati anche in Italia.

“Nessun Paese è a rischio zero” ha aggiunto Alfano.

Il bilancio delle vittime in Francia è di 128 morti (inizialmente si era parlato di oltre 150) e di 200 feriti, di cui 80 gravi.

La riunione del Comitato

Gli attentati terroristici che ieri sera hanno colpito Parigi “rompono i paradigmi di lettura” rispetto a precedenti attacchi, come quello al Museo del Bardo, in Tunisia, alla metrolpolitana di Londra, qualche anno fa, o alla maratona di Boston. Questa volta è uno stadio.

La premessa del ministro dell’Interno Angelino Alfano, che ha incontrato oggi al Viminale in tarda mattinata la sampa al termine del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica (Cnosp) presieduto dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, serve a spiegarne l’obiettivo: “Lo sforzo di prevenzione è destinato a diminuire il coefficiente di rischio”.

Per questo il Comitato “ha assunto due decisioni fondamentali: rafforzare i controlli sul territorio e i controlli alle frontiere”, in particolare quella con la Francia, per evitare, in stretta collaborazione con le autorità francesi, transiti che possano danneggiare le delicate indagini in corso. Gli stessi controlli, ha assicurato Alfano, riguarderanno tutti i valichi di frontiera, strade, ferrovie, porti, aeroporti.

Intanto, è riunito in seduta permanente il Comitato di analisi strategica antiterrorismo, che riunisce intelligence e polizie, e già da questa notte – fatta di contatti diretti tra il ministro dell’Interno, il premier e il capo della Polizia Alessandro Pansa – l’allerta è stata portata al 2° livello, quello che precede il livello massimo, cioè di attacco in corso. Questo significa possibilità di attivazione rapidissima dei reparti speciali delle Forze dell’ordine e di intervento immediato delle Forze speciali dell’esercito.

Al tempo stesso, con una circolare sono state attivate le questure, prime fra tutte Roma e Milano, perché innalzino i livelli di analisi e controllo, ed è stato dato “impulso a tutti i prefetti di convocare in queste ore i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica, per avere in pochissime ore un report” che consenta di sapere “se c’è qualcosa che prima o dopo Parigi è cambiato» a livello locale, nell’ottica di mettere a punto “un vestito di sicurezza tagliato su misura”.

Questo perché, come ha spiegato il ministro in apertura, “oggi è un giorno di dolore e di preghiera, in cui ciascuno di noi si sente francese, si sente parigino, ma le lacrime non bastano». Alla base della strategia che punta a ridurre il coefficiente di rischio ci sono due fattori di base: il rispetto e la difesa della libertà di culto – «non abbiamo mai confuso chi spara, che è un assassino, con chi prega, che va difeso se non è colluso”, ha ribadito Alfano – e l’attività di prevenzione, “grigia, faticosa, per la quale non c’è prova contraria” ma che finora ha prodotto risultati.

Questi i risultati, elencati dal ministro: 540 perquisizioni su soggetti legati in vari modi al terrorismo, 56.426 persone controllate, 147 arestati, 325 indagati, espulsi o respinti alla frontiera per mancanza di requisiti 259, 8.493 veicoli controllati, 55 espulsi, ai quali si aggiunge un’ulteriore espulsione, questa mattina.

Questo, ha sottolineato, “è il modo di operare di una grande democrazia che, a partire dalle Torri gemelle di New York, difende la libertà attraverso la lotta al terrore”, combattendo i radicalismi.

Sul fronte immigrazione, ha precisato Alfano rispondendo ai giornalisti, “sarebbe controintuitivo escludere qualche infiltrazione” ma proprio per questo si lavora sulle espulsioni e sulle identificazioni, sulle quali “andremo avanti per raggiungere il 100%, in una situazione difficile”. Per quanto riguarda la sicurezza a Roma anche in vista dell’imminente Giubileo, «in città sono già operativi 700 militari, un anticipo su quanto già stabilito” nel Cnosp del 3 novembre scorso.

Questa mattina, inoltre, ha aggiunto Alfano, il prefetto di Roma Franco Gabrielli ha convocato una riunione di coordinamento delle Forze dell’ordine, tutti i servizi sono già all’erta.

Hanno preso parte al Cnosp e alla conferenza stampa i comandanti generali dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza Tullio Del Sette e Saverio Capolupo, i capi del Corpo forestale dello Stato e del dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del ministero della Giustizia Cesare Anselmo Patrone e Santi Consolo, i vertici dei servizi e il capo di gabinetto del ministro Luciana Lamorgese. Presente al Cnosp anche il vice ministro dell’Interno Filippo Bubbico.

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