Aime: “A Varese chiudono i negozi dei varesini”

Grido d'allarme dell'Associazione imprenditori europei sulle botteghe del centro: proposta una premialità per chi innova

27 gennaio 2016
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Primo giorno di saldi estivi

Negli ultimi mesi sono stati diversi i negozi storici, di imprenditori varesini che hanno abbassato la saracinesca.
Ci chiediamo come possiamo impedire di cancellare oltre mezzo secolo di storia del nostro commercio, non hanno chiuso solo dei negozi ma si è annullata una parte importante della storia della nostra città.
Noi non vogliamo assistere inermi a questa situazione, siamo consapevoli che non ci sono ricette già scritte e certe per evitare queste situazioni, ma per lo meno proviamoci, interroghiamoci sulle ragioni di queste chiusure.
Chiediamo agli Amministratori di condividere queste nostre preoccupazioni, chiediamo ai candidati a Sindaco di iniziare a cimentarsi con i veri problemi della città.
Sappiamo che non è di facile soluzione, riconosciamo che non si può scaricare sul Comune le responsabilità di tutto ciò, anche se, forse la realizzazione di troppa Gdo nei Comuni limitrofi ha di fatto accelerato questo processo.
E’ chiaro che anche gli imprenditori devono compiere quel salto di qualità, innovarsi, adeguarsi ai tempi del mercato moderno.
Anche il sostegno al Franchising non ci aiuta a d invertire questa tendenza, è sicuramente uno strumento utile per non lasciare le saracinesche abbassate ma certamente non è lo strumento che favorirebbe la tenuta ed il rilancio dei nostri negozi di vicinato.
Senza innovazione e senza rischi di impresa il fallimento è scritto.
Forse anche i commercianti si stanno arrendendo, forse si, ma come si può non arrendersi con questa tassazione, con questa burocrazia.
Prima ancora di collocare una semplice fioriera abbiamo sull’uscio del negozio l’agenzia delle riscossioni tributarie che chiede il pagamento del plateattico e potremmo continuare a lungo.
E’ vero anche che il Comune non ha molte cartucce dalla sua parte da sparare, molte, bisogna dargliene atto le ha già sparate, ma comunque noi non ci rassegniamo.
Noi riteniamo indispensabile difendere e rafforzare la imprenditorialità nostrana, vogliamo che sia ancora di interesse per il cittadino Varesino investire per aprire un proprio negozio, insomma noi vogliamo che siano sostenute le attività Made in Varese.
Allora proviamo a rovesciare il ragionamento: tutti chiedono riduzione fiscale, meno burocrazia ecc.
Noi avanziamo invece una semplice proposta: il Comune, la Camera di Commercio, il Distretto del Commercio assieme prevedano la costituzione di premi per tutte quelle attività commerciali che: innovano, che superano i tre anni di attività, che contribuiscono ad abbellire e rendere più accogliente la nostra città, insomma tutte quelle attività che si spendono per la propria città.
Un premio che preveda sconti su tutte le tasse comunali oppure sostegni ai processi di innovazione dei negozi, attraverso specifici bandi, la velocizzazione di tutti gli atti burocratici insomma chi più si impegna meno paga, la stessa metodologia che si usa per lo smaltimento dei rifiuti: chi più differenzia meno paga.
Si potrebbe pensare di istituire un albo dei negozi virtuosi della città e chiedere alla Camera di Commercio, alla Regione appositi finanziamenti per sostenere le premialità previste per queste attività.
Oggi la necessità di ogni singolo negozio è quella di competere su un mercato più difficile.
Le attività di vicinato, a differenza dei centri commerciali, non sono nelle condizioni di determinare singolarmente tutte le scelte necessarie atte al miglioramento delle vendite, molto spesso dipendono da decisioni altrui, in primis dell’Ente Pubblico, basti pensare ai parcheggi, la viabilità, il decoro urbano i servizi di pubblica utilità e molto altro ancora.

AIME COMMERCIO

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