Varese si candida a capitale europea del volontariato

L'annuncio dato questa mattina dal sindaco Fontana e dall'assessore Angelini

13 ottobre 2015
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Angelini

Varese si è candidata a “European Volunteering Capital 2016-2017”. L’annuncio è arrivato questa mattina dal sindaco Attilio Fontana e dall’assessore a Famiglia e Persona Enrico Angelini, con il presidente di Avo – Associazione volontari ospedalieri Ambrogio Bandera.
«E’ una candidatura importante: una bella idea aver partecipato perché vogliamo evidenziare che Varese è comunque molto avanti sul volontariato e le attività ad esso collegato, anche se ci sono città molto più grandi della nostra. Ricordo la serata con una straordinaria partecipazione, in piazza San Vittore: tutta la città stretta in una cena solidale» ha commentato il sindaco.
Per il terzo anno il CEV – European Volunteer Centre – ha lanciato il concorso Città Europea del volontariato per gli anni 2016 e 2017.
L’obiettivo è quello di premiare la città europea che maggiormente si è distinta per la promozione del volontariato in stretta connessione con il proprio centro locale per il volontariato, nel caso di Varese il CESVOV e secondo le indicazioni contenute nel PAVE – il documento europeo per il volontariato. In particolare la commissione valutatrice prenderà in considerazione la qualità del volontariato locale, il riconoscimento e la valorizzazione del volontariato da parte dell’amministrazione e la creazione di un ambiente facilitante. Aspetti quali la formazione dei volontari, l’esistenza di premi e riconoscimenti, le agevolazioni economiche e finanziarie, le buone prassi d’eccellenza saranno elementi di valutazione da parte della commissione.
«Un progetto ambizioso certo – ha detto l’assessore Angelini – ma Varese sta dimostrando concretamente di muoversi in questo senso. Il Comune da tempo si impegna nel realizzare un coordinamento costante tra associazioni creando una fitta rete, con l’impulso per il reperimento dei fondi necessari, anche attraverso progettualità specifiche, dalle rete cibo alla rete contro la violenza sulle donne. Una delle caratteristiche di Varese è proprio l’attivazione delle reti sul territorio, un modello di rapporti tra istituzioni, associazionismo, privato sociale da valorizzare. Un approccio moderno ai diversi temi. Cosa potrebbe portare un’ipotetica vittoria? Innanzitutto porterebbe visibilità a livello europeo, creando scambi e rapporti per confrontare esperienze e per diventare ancora più efficaci nei rapporti tra istituzioni e volontariato. Tra le ragioni della candidatura – ha concluso l’assessore – vogliamo evidenziare la più grande risorsa, il capitale umano. Con questo tesoro possiamo fare tante azioni per chi è più debole».
Anche Angelo Bandera ha sottolineato come «Varese ne uscirà comunque bene, e con la peculiarità delle reti delle associazioni che non ho visto in molte realtà».
Le passate edizioni hanno visto la premiazione di Barcellona nel 2014 e Lisbona nel 2015.
Le candidature sono state presentate lo scorso 8 ottobre a Bruxelles. Oltre a Varese si sono presentate: Belfast, Bruges, Cascais, Cagliari, Lucca, Londra, Edimburgo, Perm (Mosca), Roma, Sligo, Viterbo.
Varese era rappresentata dal consigliere comunale Pramaggiore e dal dottor Bandera, presidente AVO. E’ stato anche consegnato un video di 3 minuti che riassume il lavoro delle tante associazioni presenti e gli eventi principali.
Le città vincitrici del titolo 2016 e 2017 verranno premiate il 5 dicembre.

Volontariato, il ruolo del Comune
Il Comune di Varese sostiene le organizzazioni di volontariato in modo diretto (attraverso l’erogazione di contributi economici) ed indiretto attraverso azioni di supporto e sostegno all’associazionismo. Per quanto riguarda i contributi economici erogati direttamente, ogni anno è prevista l’uscita di un bando aperto a tutte le realtà di volontariato (Bando per iniziative di attuazione del Principio di Sussidiarietà) che distribuisce € 50.000 alle varie realtà del privato sociale per la realizzazione di progetti specifici. Oltre a questo contributo, l’Assessorato eroga ogni anno € 160.000 a favore di progetti legati al bisogno sociale contingente ed € 22.500 quali fondi provenienti dalla legge 241/90.
Rispetto al sostegno “indiretto” il Comune offre la possibilità alle associazioni di avere l’utilizzo di spazi, da adibire a propria sede, gratuiti e/o a prezzi calmierati per un totale attuale di 73 sedi; concede patrocini “onerosi” contribuendo alle spese cui devono far fronte le associazioni per l’organizzazione delle proprie attività ( stampa materiali, affissioni gratuite, concessione spazi gratuiti ecc.); sostiene direttamente il coordinamento delle realtà di volontariato in ambito socio-sanitario di Varese ( CVV).
Sempre tra le forme di “sostegno indiretto” rientrano tutte quelle progettazioni esterne (regionali, nazionali, europee) per le quali il Comune svolge la funzione di capofila, assumendosi l’onore dei costi di progettazione, realizzazione e rendicontazione dei progetti, mentre le associazioni vengono coinvolte quali partner usufruendo di risorse economiche provenienti dai progetti in cambio di una loro attività all’interno degli stessi.
Il mondo del volontariato
Nell’ambito della normativa nazionale e regionale il Comune di Varese sviluppa da anni una politica del volontariato, sostenendo e incoraggiando la pratica e la diffusione del terzo settore nel territorio in un’ottica di sussidiarietà degli interventi, laddove l’ente pubblico non si pone come singolo attore ma come regista di una pluralità di contributi provenienti dal territorio. Il Comune di Varese è infatti ricco di associazioni e realtà di volontariato: 134 associazioni di volontariato afferenti alla sola area socio-assistenziale e oltre un centinaio di promozione sociale e culturale. Il Comune ha, negli anni, dato impulso alla nascita di un coordinamento
cittadino delle associazioni di volontariato in ambito socio-assistenziale (CVV) con il compito di fungere da raccordo e garantire il passaggio di
informazioni e la realizzazione di momenti formativi ad hoc; collabora attivamente con il centro di servizio per il volontariato della Provincia
di Varese (CESVOV) in diverse progettualità; contribuisce alla mappatura di tutte le realtà del terzo settore attraverso l’implementazione di una banca dati (Cerca Servizi) della provincia di Varese; ha pubblicato una guida dettagliata delle realtà di volontariato socio-assistenziale disponibile sul sito comunale. Gli ultimi anni hanno visto il Comune impegnato nel promuovere dei “tavoli tematici” intorno ai quali riunire le diverse associazioni, sono cosi nate diverse reti coordinate dall’ente pubblico ma che vedono le associazioni protagoniste, ovvero la Rete Cibo e la Rete Senza Tetto che si occupano di far fronte al problema delle nuove povertà; la Rete Violenza Donne che interviene in modo sinergico sulla tutela della donna; la rete governance delle politiche giovanili; la rete Antares quale coordinamento delle realtà del terzo settore che si occupano di prevenzione nel settore Minori e famiglia. Rispetto a queste realtà il Comune si impegna nel realizzare un coordinamento costante e l’impulso per il reperimento dei fondi necessari, anche attraverso progettualità specifiche.
Oltre al contributo dato alle associazioni in genere l’ente si impegna anche nel promuovere il volontariato delle singole persone attraverso opportunità dirette.

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