Varese: la Polizia Locale blocca un alcolista recidivo

Non funziona la misura alternativa alla detenzione per un automobilista già fermato nel 2013

23 dicembre 2015
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polizia locale

Nel 2013 un cittadino era stato fermato dalla Polizia Locale: alla guida della sua auto di grossa cilindrata, aveva un tasso alcolico superiore a 2 grammi per litro.
Condannato ad una pena detentiva di alcuni mesi e ad un’ammenda di un migliaio di euro, attraverso il suo legale aveva fatto opposizione al decreto penale di condanna, ottenendo dal giudice delle indagini preliminari un provvedimento di annullamento della condanna con applicazione della misura alternativa dei lavori di pubblica utilità presso un ente pubblico.
Dovendo lavorare per alcuni mesi presso una struttura pubblica a servizio della collettività, ha cominciato a prestare la sua opera, destando però segnali di preoccupazione nel responsabile della struttura cui era stato assegnato.
Con molta discrezione e operando in abiti civili, la polizia locale ha effettuato alcune verifiche, accertando che, effettivamente, l’uomo aveva un alito fortemente alcolico e frequentemente lasciava la sede di lavoro appartandosi e assumendo bevande alcoliche.
Rapidamente è stato organizzato un servizio con personale in divisa e autovettura con contrassegni, che ha fermato l’uomo per un controllo dopo che questi aveva lasciato il parcheggio per raggiungere in auto la sua abitazione. Al controllo effettuato con etilometro, l’uomo è risultato positivo, con un valore di alcol nel sangue attorno ad 1,3 grammi per litro.
Ora verrà nuovamente denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e al Tribunale verrà anche segnalato il fatto che l’episodio è stato accertato in coincidenza con l’esecuzione di una misura alternativa alla pena per un precedente identico reato.
“Ancora una volta, con discrezione e tempestività, la polizia locale è potuta intervenire interrompendo un comportamento pericoloso per la sicurezza stradale” commenta l’assessore alla Polizia Locale Carlo Piatti. “Certo – continua Piatti – questo episodio fa riflettere seriamente, in giorni in cui si discute anche di omicidio stradale, sulla reale efficacia delle misure alternative alle pene per chi guida avendo assunto alcool. Non spetta a noi fare valutazioni di tipo giuridico o sociologico, ma rimane la preoccupazione per la sicurezza delle nostre strade, per la quale è massimamente orientato l’impegno quotidiano degli uomini e donne della nostra polizia locale”.

Nel 2013 un cittadino era stato fermato dalla Polizia Locale: alla guida della sua auto di grossa cilindrata, aveva un tasso alcolico superiore a 2 grammi per litro.
Condannato ad una pena detentiva di alcuni mesi e ad un’ammenda di un migliaio di euro, attraverso il suo legale aveva fatto opposizione al decreto penale di condanna, ottenendo dal giudice delle indagini preliminari un provvedimento di annullamento della condanna con applicazione della misura alternativa dei lavori di pubblica utilità presso un ente pubblico.
Dovendo lavorare per alcuni mesi presso una struttura pubblica a servizio della collettività, ha cominciato a prestare la sua opera, destando però segnali di preoccupazione nel responsabile della struttura cui era stato assegnato.
Con molta discrezione e operando in abiti civili, la polizia locale ha effettuato alcune verifiche, accertando che, effettivamente, l’uomo aveva un alito fortemente alcolico e frequentemente lasciava la sede di lavoro appartandosi e assumendo bevande alcoliche.
Rapidamente è stato organizzato un servizio con personale in divisa e autovettura con contrassegni, che ha fermato l’uomo per un controllo dopo che questi aveva lasciato il parcheggio per raggiungere in auto la sua abitazione. Al controllo effettuato con etilometro, l’uomo è risultato positivo, con un valore di alcol nel sangue attorno ad 1,3 grammi per litro.
Ora verrà nuovamente denunciato all’autorità giudiziaria per guida in stato di ebbrezza e al Tribunale verrà anche segnalato il fatto che l’episodio è stato accertato in coincidenza con l’esecuzione di una misura alternativa alla pena per un precedente identico reato.
“Ancora una volta, con discrezione e tempestività, la polizia locale è potuta intervenire interrompendo un comportamento pericoloso per la sicurezza stradale” commenta l’assessore alla Polizia Locale Carlo Piatti. “Certo – continua Piatti – questo episodio fa riflettere seriamente, in giorni in cui si discute anche di omicidio stradale, sulla reale efficacia delle misure alternative alle pene per chi guida avendo assunto alcool. Non spetta a noi fare valutazioni di tipo giuridico o sociologico, ma rimane la preoccupazione per la sicurezza delle nostre strade, per la quale è massimamente orientato l’impegno quotidiano degli uomini e donne della nostra polizia locale”.

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