Sanità in Lombardia, pronto il Valzer dei direttori. Bravi tornerà a Milano?

Il 2015 è un anno cruciale per il futuro degli ospedalo lombardi. Non solo per la Riforma, ma per la divisione delle poltrone da parte dei partiti

21 luglio 2015
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Ospedale

Il Consiglio regionale sta faticosamente trovando la quadratura del cerchio intorno a una riforma che – in un modo o nell’altro – rivoluzionerà il sistema sanitario lombardo. Indipendentemente da quello che a fine mese uscirà dall’Aula, di certo il primo gennaio 2016 ci sarà un gran valzer di poltrone con i manager varesini chiamati a ruoli da protagonista. 

Vediamo gli scenari, ad oggi, più probabili a cominciare con i pesi politici, che dovranno necessariamente essere rivisti con una crescita dell’area leghista e una ridistribuzione delle poltrone per Ncd e Forza Italia.

Walter Bergamaschi, attuale dg centrale, difficilmente resterà nel suo ruolo con l’Assessorato unico. Per lui, però, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta: ha già rifiutato posti di prestigio, l’ultimo dei quali in Liguria.

Callisto Bravi, dg dell’ospedale di Varese: ha chiesto ripetutamente di tornare nella sua Milano, probabile che l’Ncd lo accontenti.

Giuseppe Brazoli, direttore sanitario a Como, è pronto per fare il salto a dg. La sua esperienza potrebbe essere premiata.

Enzo Brusini, varesotto d’adozione (ha lavorato per anni a Busto) è riuscito a domare il San Paolo di Milano (cosa non facile). Per lui in Regione si sta pensando a una poltrona importante in un’Ats di primissimo piano anche se lui non nasconde il desiderio di continuare il lavoro che sta facendo.

Davide Croce, direttore del Crems alla Liuc di Castellanza. Si parla di una sua possibile chiamata al posto di Bergamaschi o come assessore nel caso in cui la politica volesse fare un passo indietro a favore dei tecnici. E’ apprezzato da tutti gli schieramenti, opposizione compresa.

Johnny Daverio, al fianco dell’assessore Cristina Cantù alla Famiglia, potrebbe lasciare il posto di dg centrale per tornare a dare il suo contributo in un’Ats… magari quella di Milano, la più grande d’Italia.

Carla Dotti, chiude il 31 dicembre la sua esperienza alla direzione di Legnano, un ospedale sorvegliato speciale dall’assessore al Bilancio Garavaglia.

Salvatore Gioia, varesino (vicino di casa di Maroni a Lozza) molto apprezzato all’ospedale di Como. Nessuno si stupirebbe di vederlo direttore al Sant’Anna nel caso in cui Onofri lasciasse libera la poltrona o al vertice di un ospedale o un’Ats. La sua competenza e la sua decisione potrebbe essere utile, però, in direzione generale (nel futuro assessorato unico).

Armando Gozzini, uomo di riferimento di Forza Italia, già direttore a Gallarate ora al vertice dell’ospedale di Busto Arsizio. Per lui si parla di una conferma anche se non gli dispiacerebbe una promozione alla guida di Varese. Operazione difficile, questa, nel caso in cui i Berluscones dovessero riuscire a strappare con Puricelli la candidatura a sindaco della Città Giardino.

Paola Lattuada, direttore dellAsl di Varese, gode del sostegno diretto del governatore Maroni. Per lei ci potrebbe essere la naturale conferma all’Ats dell’Insubria anche se in molti scommettono in una sua promozione (e ritorno) a Milano con un ruolo importante e di sistema.

Andrea Mentasti, già direttore del Sant’Anna di Como e del San Paolo di Milano, fresco commissario a Seriate. Sarà una delle prime scelte della Lega, possibile un avvicinamento a casa: ospedale di Legnano o Ats dell’insubria (dove siede già nel nucleo di valutazione) nel caso in cui Paola Lattuada dovesse optare per altro incarico.

Marco Onofri, varesino alla guida dell’ospedale di Como, potrebbe ambire a una poltrona importante nella nostra (sua) provincia: idea suggestiva se dovesse passare la fusione della Fondazione Macchi col Sant’Anna.

Humberto Pontoni, direttore dell’ospedale di Gallarate. Per lui il 2016 sarà l’anno della pensione.

Fabio Rizzi, vicino a Maroni, presidente della Commissione terza (quella che scrive la riforma), avrà un ruolo fondamentale nella scelta dei prossimi dg anche perché è stato scelto da Salvini come vice commissario della Lega Lombarda.

Gege Rossi, direttore a Lodi, persona di fiducia del presidente Maroni. Difficile un suo ritorno in provincia.

Alessandro Visconti, già dg all’Icp e da pochi mesi nello strategico ruolo di capo della Programmazione in Regione Lombardia: per lui una conferma che vale oro.

Simone Rasetti

http://vareseneparla.com/2015/07/20/sanita-il-valzer-dei-direttori/

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