Regio Insubrica, la Lega Nord: “La Regione paghi solo se rappresentata”

La segreteria provinciale del Carroccio interviene sull'ente transfrontaliero

29 settembre 2015
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Lega

Riportiamo di seguito un comunicato della segreteria provinciale della Lega Nord sulla vicenda della Regio Insubrica, che rischia la chiusura salvo un intervento economico diretto di Regione Lombardia.

Regio Insubrica, quote da versare, casse provinciali esangui e possibile chiusura. A meno che Regione Lombardia non intervenga nel pagamento, come assicurato da tempo dallo stesso governatore Roberto Maroni, ma a patto di avere anch’essa voce decisionale in capitolo.
Gira intorno a questi fattori il futuro della Comunità di lavoro transfrontaliera che da parte italiana vive un momento di stallo, a causa dell’impossibilità delle Province di Varese, Como e Lecco (ma al conto mancano anche i versamenti di Novara e Vco per il 2015) di versare la propria quota annuale di 30mila franchi ciascuna.
Il motivo è da ricercarsi nello stato di profonda difficoltà relativo al bilancio degli Enti, cosa che ha mandato in fibrillazione il Canton Ticino per voce del presidente del Governo Norman Gobbi.
Per farla breve Gobbi ha avvertito che in caso di mancato pagamento dei partner italiani il rischio è la chiusura. Un’ipotesi che metterebbe fine a una collaborazione transfrontaliera durata vent’anni, tesa a promuovere e sviluppare la collaborazione nei settori del commercio, del turismo, della cultura, dell’ ambiente e dei trasporti.
Da qui la presa di posizione della Lega Nord che considera imprescindibile per il territorio il pieno funzionamento della Regio Insubrica e imputa agli avversari politici la responsabilità della situazione attuale.

“Ad occhi attenti appare lampante come il Pd e i presidenti delle Province interessate, tutte di centrosinistra, stiano tentando di fare saltare la Regio Insubrica – afferma Matteo Bianchi, segretario provinciale della Lega Nord Varese -. A causa della situazione finanziaria drammatica causata dai mancati trasferimenti del Governo, tali Enti non possono versare la quota di competenza. Ma non solo: non accettano che l’aiuto offerto dal governatore Maroni, che ha garantito il versamento della quota delle Province lombarde, preveda una rappresentanza nella Comunità di lavoro per fare valere la posizione di Regione Lombardia. Noi una scialuppa di salvataggio la stiamo lanciando e se decideranno di non accettarla sarà soltanto loro la responsabilità del naufragio di questo strumento importantissimo. Per quanto ci riguarda faremo di tutto per proseguire nella collaborazione con il Canton Ticino”.

A quella del segretario Bianchi si aggiunge la voce di Francesca Brianza, la consigliera regionale leghista che ricopre il ruolo di presidente della Commissione Lombardia-Svizzera:”La soluzione che Regione Lombardia propone è quella di venire rappresentata nella Comunità di lavoro attraverso una modifica dello Statuto che riconosca nuovi ruoli e competenze. In sostanza siamo pronti a mettere una pezza ai danni provocati alle Province dalla sciagurata legge Delrio per tenere in vita la Regio Insubrica. Al di là delle parole di circostanza degli altri, noi vogliamo rendere sempre più importante la collaborazione nel territorio dell’Insubria attraverso i fatti”.

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