Omicidio stradale: ufficiale il nuovo reato

Piena soddisfazione dell'onorevole fagnanese Maria Chiara Gadda

02 marzo 2016
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L’omicidio stradale è ufficialmente reato: con il voto di fiducia favorevole, l’aula del Senato ha definitivamente approvato il disegno di legge che ha avuto un iter molto complicato, ma va a garantire pene certe per chi causa un incidente mortale.

L’ipotesi basilare prevede bene da 2 a 7 anni, come del resto già in vigore; se però il tasso alcolemico è compreso tra 0.8 e 1.5, oppure è stata commessa un’infrazione quale violazione del rosso di un semaforo, eccesso di velocità o sorpassi/inversioni a rischio, la reclusione spazierà dai 5 ai 10 anni. Inoltre, con il tasso superiore all’1.5 o l’utilizzo di droghe, la pena arriverà sino a 12 anni: il limite massimo assoluto è di 18 anni con circostanze particolarmente aggravanti (omicidio multiplo, fuga dall’incidente).

“Finalmente in Italia è stato introdotto il reato di omicidio stradale. Chi, mettendosi alla guida sotto effetto di alcool o droghe, ucciderà persone innocenti, non potrà cavarsela con poco e tornare a casa con la sua macchina come se nulla fosse accaduto”. Lo sostiene la deputata del Partito Democratico, Maria Chiara Gadda, a margine del voto del Senato che introduce in via definitiva il nuovo reato specifico di omicidio stradale e di lesioni personali stradali.

“In caso di omicidio, chi si metterà alla guida ubriaco o sotto l’effetto di droghe sarà punito da 8 a 12 anni di carcere, fino a 18 anni se a morire saranno più persone. Chi ometterà di prestare i soccorsi e si darà alla fuga vedrà la sua pena aumentata da 1/3 a 2/3 ” spiega la deputata Pd.

“La Giustizia non può prescindere dal grado di disapprovazione sociale e dall’entità di certi fenomeni. La pena ha in sé anche una funzione deterrente e dissuasiva, proporzionata alla gravità della condotta e alle sue conseguenze – continua Gadda – e infatti la legge che il Parlamento ha approvato dice in modo chiaro che la condotta irresponsabile comporterà delle conseguenze proporzionate al grado della colpa.”

Nei casi più gravi, dovranno passare 15 anni prima di potersi rimettere alla guida, 30 anni nel caso di fuga o di omissione di soccorso “.

“Sono veramente troppi i morti sulle strade italiane. Solo nel 2014 ci sono stati 177.000 incidenti nei quali hanno perso la vita circa 3.300 persone e vi sono stati 250.000 feriti. E il 40% delle vittime sono ragazzi. Un terzo di queste vittime muore per colpa di chi decide di mettersi alla guida ubriaco o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Era necessario dare un segnale forte ” sostiene Maria Chiara Gadda, che ricorda come “in Lombardia il 2014 si è chiuso con un bilancio amaro: più di una vittima al giorno”.

“Anche la provincia di Varese non è immune da questa ecatombe. Siamo al terzo posto nella triste classifica per incidenti”.

“Il Partito Democratico non si è sottratto alla sua responsabilità, raccogliendo le sollecitazioni di giuristi e di tante associazioni dei famigliari delle vittime della strada, vitti”.

“In questi anni si sono battute per chiedere giustizia e norme più precise, e oggi hanno vinto con noi questa battaglia. Finalmente una norma di civiltà – conclude – severa e moderna, come le legislazioni in vigore negli altri paesi europei”.

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