Macroregione Alpina: il Consiglio Regionale chiede un’accelerazione

Approvato all'unanimità anche il piano quadriennale per la parità e per il contrasto alla violenza sulle donne

10 novembre 2015
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Il  Consiglio regionale chiede all’unanimità alla Giunta di procedere con determinazione sulla strada della macroregione alpina e di sostenere il ruolo primario delle regioni nella governante della Strategia Eusalp.

Il parlamento lombardo, infatti, ha approvato oggi  la risoluzione relativa alla Strategia dell’Unione europea per la Regione alpina (Eusalp), illustrata in Aula da Stefano Bruno Galli (Lista Maroni).

“L’Europa così com’è non va – ha detto il relatore – E’ necessario un processo di ricostruzione dal basso e la Strategia macroregionale è lo strumento privilegiato per una riorganizzazione meno dirigistica e meno tecnocratica. Grazie alla macroregione aumenta la massa critica negoziale rispetto all’Europa. La Macroregione alpina nasce mettendo insieme 48 Regioni appartenenti a 7 Stati, pone le Alpi al centro dell’articolazione territoriale e porterà indubbi e indiscutibili vantaggi per tutti i territori che la compongono, sul terreno delle politiche condivise come l’ambiente, le infrastrutture, i trasporti e le politiche sociali”.

Il documento rimarca le otto priorità della Strategia: innovazione e Pmi, agricoltura e silvicoltura, turismo, trasporti, ambiente e patrimonio culturale, cambiamenti climatici e prevenzione dei rischi, energia, questioni istituzionali.

Il Consiglio chiede ora alla Giunta l’impegno per l’approvazione della Strategia Eusalp da parte del Consiglio europeo, l’affermazione del ruolo primario delle Regioni nella governance della macroregione e un’attenzione particolare a una serie di priorità, tra cui la competitività economica dei territori della regione alpina, l’accessibilità, la messa in rete dei trasporti, il superamento del digital device, la difesa idrogeologica e ambientale.

Il sottosegretario Ugo Parolo ha ripercorso le tappe fondamentali del programma della Strategia che comprende i territori montani di Austria, Francia, Germania, Slovenia, Lichtenstein, Svizzera e, per quanto riguarda l’Italia, Lombardia, Veneto, Friuli, Piemonte, Liguria, Trento e Bolzano.

“Abbiamo davanti una importante sfida politica da affrontare superando i particolarismi – ha detto Umberto Ambrosoli (Patto Civico) – La Strategia ci vede convinti assertori, solo così il Paese europeo può svilupparsi in maniera armonica e con nuovi confini”. Il capogruppo del PD, Enrico Brambilla, ha espresso “massima condivisione” facendo proprie, però, le perplessità sollevate dal collega Luca Gaffuri che ha sottolineato l’urgenza di alcune infrastrutture ferroviarie e chiesto alla Regione di “alzare la voce” nei confronti della “guerriglia continua” con il Canton Ticino, citando la minaccia della chiusura di sei valichi o le azioni di ostilità nei confronti dei frontalieri. “Quella macroregionale è una prospettiva di portata storica: mentre con il titolo V Roma propone un nuovo centralismo, a livello europeo nasce qualcosa di diverso, una riscoperta della Mitteleuropa nascosta dai confini degli Stati nazionali”, ha dichiarato Pietro Foroni (Lega Nord). In allegato due slide di presentazione della Macroregione

 

Il Consiglio regionale ha anche approvato all’unanimità il Piano quadriennale regionale per le politiche di parità , prevenzione e contrasto alla violenza sulle donne (relatrice Anna Lisa Baroni, Forza Italia).

Il provvedimento, già approvato dalla Commissione Sanità, intende consolidare e sviluppare reti territoriali antiviolenza e adeguare i centri e le case rifugio ai criteri minimi di funzionamento cosi come indicati dall’Intesa Stato-Regioni del novembre 2014. Dai dati Istat a disposizione, in Italia sarebbero oltre 6 milioni le donne vittime di violenza fisica o sessuale. Aumenta allo stesso tempo la capacità delle vittime di uscire allo scoperto e di rivolgersi a centri specializzati e sportelli antiviolenza.

“Si tratta di un provvedimento molto importante – ha detto la relatrice Anna Lisa Baroni – che disciplina per i prossimi quattro anni le politiche di prevenzione e repressione della violenza sulle donne. In Aula, come in Commissione, abbiamo assistito a un dibattito ampio e approfondito che testimonia come quella della violenza sia una problematica diffusa e sentita sia dall’opinione pubblica che dai media. L’approvazione unanime del provvedimento rappresenta un traguardo importante per questa Assemblea”.

Tra le priorità del Piano anche quella di accompagnare le donne verso l’autonomia attraverso l’accoglienza in appositi centri specializzati, realizzare percorsi di formazione per gli operatori in contatto con le vittime, garantire qualità dei servizi anche con la redazione di una carta dell’accoglienza.

Con un ulteriore provvedimento, infine, la Giunta definirà il piano attuativo che individua la destinazione delle risorse e renderà pubblici i dati relativi al fenomeno, raccolti attraverso l’osservatorio regionale antiviolenza.

Durante il dibattito sono intervenuti Lara Magoni (Lista Maroni), Carolina Toia (Lista Maroni), la Vice Presidente Sara Valmaggi (PD), Riccardo De Corato (FDI), Maria Teresa Baldini (Misto – Fuxia People), Paola Macchi (M5S), Silvana Saita (Lega Nord), Luca Del Gobbo (NCD), la Consigliere Segretario Daniela Maroni (Lista Maroni) e Giulio Gallera, Assessore al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale.
“Un ringraziamento – ha concluso Baroni – va in particolare all’Assessore attuale Giulio Gallera e  ai precedenti assessori Paola Bulbarelli e Maria Cristina Cantù, che hanno posto le basi per arrivare all’approvazione del documento”.

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