“L’ordinanza antiburqa non si può fare”. Ma la giunta tira diritto

Secondo Sel il sindaco non può emanare il divieto di circolare con il copricapo islamico. L'assessore Piatto si appella ai rischi legati agli attentati terroristici

01 dicembre 2015
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Burqa

A Varese è scontro sull’ordinanza antiburqa dell’amministrazione. Il capogruppo di Sel Rocco Cordì, ieri sera in consiglio comunale, ha reso nota la risposta dell’assessore alla Sicurezza Carlo Piatti ad una sua interrogazione, arrivata il 20 settembre, dove si parlava proprio del tema sicurezza. 

Nella risposta Piatti scriveva “A seguito della sentenza 115/2011 della Corte Costituzionale è preclusa ai sindaci l’adozione di ordinanze ordinarie in materia di incolumità pubblica e sicurezza urbana”. 

“Certo oggi cercano di nascondersi dietro il Prefetto – attacca Cordì – ma la sostanza non cambia. Cercano di far passare un’ordinanza inammissibile, per fini elettoralistici”. Tuttavia Piatti ha la risposta pronta: “Confermo quello che ho scritto, peccato che in questo caso non si tratta di un’ordinanza ordinaria, ma contingibile e urgente, visti i fatti di Parigi”.

A consiglio finito la controreplica di Cordì: “L’assessore dimentica però di precisare che si tratta comunque di provvedimenti eccezionali ammessi solo in presenza di una ragionevole previsione di danno incombente (urgenza) e, dall’altro, l’impossibilità di provvedere con gli ordinari mezzi offerti dalla legislazione (contingibilità). In ogni caso la loro efficacia ‘è limitata nel tempo’. Chiunque abbia letto l’ordinanza sul burqa predisposta dal Sindaco può facilmente rilevare che essa è completamente estranea ai casi contingibili e urgenti”.

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