Le edicole potranno vendere anche altri prodotti oltre ai giornali. O diventare punti di informazione

Un provvedimento della Regione Lombardia consentirà di destinare parte della superficie delle strutture a vendita di prodotti non deperibili, come caramelle e bibite pre-imbottigliate

23 giugno 2015
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Edicola

Le edicole potranno vendere anche prodotti diversi da giornali e riviste oppure diventare per esempio punti di informazione e accoglienza turistica. Lo prevede un atto approvato all’unanimità dal Consiglio regionale con il quale ai punti di vendita “esclusivi” (le edicole) si consente di destinare parte della superficie al commercio di prodotti confezionati non deperibili (caramelle in genere, alimentari, bevande anche pre-imbottigliate, prodotti del settore non alimentare), purché l’attività prevalente rimanga quella della vendita di quotidiani e periodici.

La disposizione consente inoltre la diffusione di prodotti editoriali anche in punti vendita “non esclusivi”, come rivendite di generi di monopolio, carburanti e oli minerali, bar locati in aree di servizio, stazioni ferroviarie, aeroportuali e marittime, centri commerciali, librerie.

Entrambe le forme di esercizio devono possedere un’autorizzazione comunale, che può essere rilasciata anche per attività stagionale.

Il provvedimento, illustrato in Aula da Donatella Martinazzoli (Lega Nord), prevede inoltre interventi regionali, in collaborazione con Comuni, Camere di Commercio e associazioni di categoria, per favorire il mantenimento della rete distributiva sul territorio (in particolare nelle aree svantaggiate). Vengono inoltre promosse l’innovazione, l’informatizzazione, l’aggiornamento professionale, l’accesso al credito e viene sostenuta l’integrazione dei chioschi nel tessuto urbano come elemento di decoro cittadino.

“C’è grande soddisfazione per l’approvazione all’unanimità di questo atto amministrativo – commenta Martinazzoli – soprattutto perché si dà la possibilità agli edicolanti di salvaguardare la loro professionalità”.

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