VareseRepubblica, i vincitori dei concorsi internazionali

L'architetto Mauro Galantino per ex Caserma e piazza e Fernando Pardo Calvo per nuovo teatro/via Ravasi

09 dicembre 2015
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Sono gli architetti Mauro Galantino di Milano e Fernando Pardo Calvo di Madrid i vincitori dei concorsi internazionali di progettazione del comparto di piazza Repubblica: Mauro Galantino per piazza Repubblica-ex Caserma, Fernando Pardo Calvo per Teatro -via Ravasi.
Ad annunciarli, questa mattina nel Salone Estense del Comune, il sindaco di Varese Attilio Fontana e il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni, con il presidente della Provincia di Varese Gunnar Vincenzi e il rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, Alberto Coen Porisini. Sono intervenuti Gianluca Gardelli, dirigente Area IX Comune di Varese, Laura Gianetti, presidente Ordine Architetti PPC Provincia di Varese, Roberta Besozzi, presidente Ordine Ingegneri Provincia di Varese e Marco Giorgetti, presidente Ordine Dottori Agronomi Provincia di Varese.
Vincono il secondo e terzo premio per piazza Repubblica-ex Caserma Alberto Carinella di Varese e Emilio Rambelli di Ravenna; per Teatro- via Ravasi Mauro Galantino di Milano e Samuel Drago di Barcellona.
Gli altri premiati sono:
per piazza Repubblica-ex Casema: Riccardo Scattolin di Venezia (4), Vincenzo Corvino di Napoli (5), Michele Arnaboldi di Locarno (6), Marco Ciarlo di Savona (7), Giulia Chiummiento di Cassino (8).
per Teatro – via Ravasi: Tommaso Facchini di Lugano (4), Giacomo Summa di Milano (5).
(in allegato le immagini dei 2 vincitori e dei secondi e terzi classificati).
Motivazioni della giuria, come indicato dall’architetto Gardelli:
Piazza Repubblica ed ex Caserma
Primo (primo progetto che verrà realizzato) Il progetto ricompone l’area pubblica delimitata dall’attuale piazza proponendo un rinnovato spazio urbano caratterizzato da focalizzate presenze alberate e da un’asse trasversale in grado di mettere in connessione la biblioteca con la parte dell’area destinata al teatro. Le presenze architettoniche introdotte dal progetto, un volume pieno come quinta verso l’edificio ad uso commerciale e una pensilina come filtro lungo via Magenta risultano proporzionati ed architettonicamente di pregio. La proposta per la caserma si pone in modo dialettico nei confronti dell’edificio preesistente introducendo, attraverso un volume vetrato a tutta altezza all’interno della corte, un forte carattere di contemporaneità all’intervento.
Secondo: Il progetto evidenzia il carattere urbano dello spazio pubblico perimetrando la piazza mediante l’uso diversificato di elementi quali portici, pensiline e tettoie, ridefinendo la dimensione e la posizione planimetrica dell’impianto e introducendo un padiglione di ingresso al teatro. La soluzione proposta per la biblioteca prevede la creazione sulla piazza di uno spazio antistante dedicato e la definizione della corte della caserma preesistente completandola con volumi dalla geometria semplice e regolare. Le bocche di aerazione del parcheggio sottostante sono inglobate in piattaforme caratterizzate dalla presenza di acqua.
Terzo: Il progetto si caratterizza per la semplicità e l’approccio essenziale rispetto agli interventi previsti sulla piazza. Il nuovo porticato gigante anteposto al fronte edificato a destinazione commerciale attrae l’attenzione e fa da contraltare alla massiccia facciata della biblioteca. La soluzione progettuale della piazza a livello planimetrico prevede una diminuzione degli spazi utilizzabili attraverso l’introduzione di ampie superfici a verde identificate da figure geometriche regolate pur agevolando un corretto collegamento tra tutti gli edifici senza rinnovare la pavimentazione attuale. Le destinazioni della biblioteca disposte all’interno dell’edificio preesistente della caserma vengono integrate con l’edificazione di un volume che completa la corte con un apprezzabile uso di rivestimenti in pietra.
Nuovo Teatro e complesso via Ravasi
Primo: L’intervento prevede un corretto inserimento morfologico nel contesto urbano del comparto e si caratterizza per un’impostazione unificante realizzata sulla base della riproposizione di elementi costruttivi distintivi. Il rapporto tra edificio teatro e piazza è risolto rendendo immediatamente percettibile e identificabile il teatro e il suo spazio di pertinenza. Il teatro presenta un impianto funzionale di particolare interesse con un volume minore con l’ingresso direttamente proiettato sullo spazio pubblico della piazza. I servizi pubblici previsti sulla via Bizzozero risultano correttamente articolati attorno ad uno spazio comune facilmente accessibile. La prevista frammentazione dei volumi residenziali diminuisce notevolmente l’impatto sulla collina alberata retrostante. Il progetto si allinea correttamente con il piano economico e finanziario del masterplan.
Secondo: La soluzione planivolumetrica proposta appare articolata e complessa in grado di risolvere il rapporto tra teatro e costruzioni sulla collina prevedendo un nuovo margine edificato unitario. Gli edifici residenziali presentano una volumetria di notevole impatto, soprattutto dal punto di vista percettivo, nonostante una qualità elevata del manufatto architettonico. Il teatro funge da elemento di articolazione tra la piazza, verso la quale si orienta, e i volumi edificati sopra via Bizzozero. Di particolare interesse la soluzione di relazione e cucitura del tessuto urbano nell’area retrostante il nuovo edificio con volumi disposti lungo il perimetro. Il piano economico proposto, molto dettagliato, prevede un aumento dei volumi edificati, un aumento dei ricavi e una possibile contribuzione economica da parte pubblica.
Terzo: Il progetto si caratterizza per l’originalità della soluzione ipogea proposta per il teatro che dà luogo ad una forte estensione degli spazi aperti e a verde con l’emergenza di calibrati volumi i cui caratteri architettonici sono riproposti negli edifici su via Bizzozero e via Ravasi. Il nuovo teatro oltre ad avere un numero di posti superiore ai valori massimi indicati richiede una complessa gestione della macchina teatrale, dovendo prevedere il sollevamento di tutte le attrezzature sceniche per raggiungere la quota del palco. Originale la soluzione della platea all’aperto, seppur lo scavo necessario appare critico visti i problemi geologici verificatisi nella zona. Il progetto è fortemente caratterizzato dalle coperture piane che fungono da elemento di connessione architettonica tra i diversi interventi. Discutibile quanto all’impatto paesaggistico la soluzione dei corpi residenziali sulla collina, così come la soluzione articolata con piccoli patii relativa al blocco servizi. Il piano economico proposto appare semplificato e non approfondito.
Premi
Per piazza Repubblica ed ex Caserma, il vincitore del concorso riceverà l’importo di € 50.000 a titolo di premio, oltre all’incarico per le successive fasi di progettazione. Al secondo classificato è riconosciuto, a titolo forfettario, un rimborso spese pari a € 20.000, al terzo classificato € 15.000. A ciascuno dei successivi 5 concorrenti (uno è stato escluso per motivi tecnici) è riconosciuto un rimborso spese pari a € 5.000.
Per nuovo Teatro e complesso via Ravasi, il vincitore riceverà l’importo di euro 100.000 a titolo di premio. Al secondo classificato è riconosciuto un rimborso spese pari a euro 35.000, al terzo classificato è riconosciuto, a titolo forfettario, un rimborso spese pari a euro 25.000. A ciascuno dei successivi due concorrenti è riconosciuto un rimborso spese pari a euro 15.000. Le successive fasi di progettazione e realizzazione delle opere del teatro e del comparto di via Ravasi saranno oggetto di una procedura pubblico-privata in corso di definizione.
L’aggiudicazione dei concorsi è provvisoria, in attesa delle necessarie verifiche amministrative e dei requisiti previsti dai bandi.
«Sono molto soddisfatto per la qualità dei progetti e l’ampia partecipazione – ha detto il presidente Maroni dopo la proclamazione dei vincitori -: ringrazio anch’io la commissione di valutazione. Immagino non sia stato un lavoro facile vista la qualità dei progetti. Il fatto di aver valutato contemporaneamente il progetto della piazza e quello del teatro ha consentito di creare un insieme unico per Varese. Le risorse ci sono: stamattina abbiamo fatto la segreteria tecnica che ha approvato il cronoprogramma. I tempi saranno rispettati, questo sforzo fatto importante e significativo sia per le risorse messe sia per la tempistica sta proseguendo come previsto. Non succede spesso in Italia, ma anche qui stiamo creando una buona pratica nell’interesse della città e dei suoi cittadini. Ringrazio Comune, Provincia, Università tutti i tecnici, gli ordini. Come Regione ci abbiamo messo del nostro, un i soldi ma tutto è nelle responsabilità del territorio, e ciò è una buona cosa perché è il territorio che sceglie e che decide cosa fare. E’ un buon metodo che porterà presto a cambiare il volto di quell’area centrale di Varese. Dopo più di un secolo la Caserma tornerà ad essere la Caserma aperta, una piazza viva e vivace, un teatro che diventerà uno dei teatri più importanti della regione Lombardia. Ci rivediamo il 31 marzo per l’approvazione del progetto definitivo».
«Un ringraziamento particolare deve essere rivolto a Regione Lombardia – ha spiegato il sindaco -. Senza quello che è stato aggiunto alle disponibilità iniziali di questo progetto si sarebbe continuato a parlare, come si parlava da tanti anni, ma non si sarebbe mai arrivati a una concretizzazione. Credo che l’altro aspetto bello è che per una volta in questo Paese in cui di solito i tempi non vengono mai rispettati si siano fatti dei miracoli. Un anno fa praticamente iniziò l’avventura e a distanza di così breve tempo siamo arrivati a quella che è ormai una situazione di non ritorno. Ci sono i progetti, c’è il finanziamento, c’è la volontà: questo è il futuro, un nuovo centro aggregativo per la nostra città. Quella piazza che purtroppo in questi anni tante polemiche ha suscitato, in una situazione di pseudo abbandono, ritornerà o diventerà un punto rilevante e importante per la nostra città. Sono sinceramente molto emozionato perché questo sarà uno dei segni che rimarrà nella storia di Varese».
Il rettore si è unito ai ringraziamenti. «Complimenti a tutti coloro che hanno partecipato – ha detto -. Vorrei sottolineare due aspetti: l’internazionalità del concorso è stata rispettata fino in fondo, tant’è che abbiamo visto che uno dei vincitori viene dalla Spagna, da Madrid, e uno dei premiati sull’altro concorso viene dalla Catalogna. Tra i progetti presentati ci sono progetti presentati da giovani: e questo per me è molto importante, perché significa dare speranza al fatto che i giovani possono e hanno delle possibilità . Come rettore io ci credo, ci credo fino in fondo».
«Come Provincia mi associo ai complimenti per il lavoro che è stato fatto in questi mesi – ha precisato il presidente Vincenzi -. Quando tutti insieme si lavora per il territorio i risultati arrivano, e questo penso sia un esempio. L’unione fa la forza. Altro aspetto da sottolineare, il concorso di progettazione: ritengo che sia un percorso anche da seguire in futuro. Gli amministratori facciano gli amministratori, le progettazioni vanno lasciate ai professionisti anche al di fuori dei nostri confini. Dobbiamo aprire i nostri orizzonti, impegniamoci tutti in futuro, ad ognuno il proprio compito, non come è avvenuto in passato, con le brutture che sono sotto gli occhi di tutti. Questa è una nota molto lieta e sono molto contento di questo percorso».
«Sono molto emozionata – ha detto Roberta Besozzi -: vorrei ringraziare tutti coloro con cui ho lavorato nel corso di questa avventura. A partire dall’amministrazione comunale con tutti i tecnici che ci hanno supportato ed aiutato, e hanno creato un’atmosfera serena anche se il lavoro vi assicuro non è stato né semplice né poco faticoso, perché i progetti erano tanti, le tavole, le relazioni e i documenti da guardare non erano pochi. Ma sono stata in un gruppo, in una giuria entusiasmante. Ero l’unico ingegnere ma non mi hanno fatto sentire…un corpo estraneo! Abbiamo lavorato talmente bene che questo è diventato un nostro risultato che insieme all’amministrazione regaliamo alla città».
«II progetto della piazza – ha spiegato Marco Giorgetti – è in linea con la tendenza in tutta Europa, cioè quella di inserire del verde e molte piante in un ambiente urbano. Adesso la sfida sarà tradurre quello che c’è sulla carta, cioè tanto verde, nella realtà. Quindi a livello tecnico non sarà facile ma penso che nella progettazione esecutiva e definitiva si saranno soluzioni ottimali per riuscire a far crescere e dare realtà al disegno che è stato fatto».
Ultimo intervento, la presidente dell’Ordine degli Architetti Laura Gianetti. «E’ un grande momento per la città di Varese, un momento di internazionalizzazione, per una città che ha avuto il coraggio di organizzare un concorso internazionale. Come abbiamo visto, il concorso non è una perdita di tempo, ma è una risorsa sociale e molto importante per ogni riqualificazione di ambiti territoriali. E’ una svolta anche verso la qualità: l’unica forza che rimane alla città è la sua bellezza, quindi questo concorso porta bellezza a Varese e ne siamo tutti orgogliosi».
Si ricorda che i progetti presentati nella prima fase sono stati 226, di cui il 20% di provenienza internazionale (Spagna, Portogallo, Svizzera, Francia, Stati Uniti, Brasile). Per la seconda fase sono state selezionate 15 proposte (10 per Caserma e 5 per Teatro): di queste, 14 progettisti hanno consegnato gli approfondimenti richiesti per l’ultima selezione (9 per Caserma e 5 per Teatro).

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