Varese: “La mafia è anche qui, dobbiamo sconfiggerla”

Partecipatissimo AperAttivo organizzato dai Giovani Democratici

11 marzo 2016
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Un partecipatissimo AperAttivo al Twiggy di via De Cristoforis per affrontare un tema spinoso e quantomai attuale: quello della presenza e dunque del contrasto alla criminalità organizzata nel Nord Italia, nello specifico in Lombardia e a Varese.

É quanto hanno fatto i Giovani democratici del circolo cittadino, guidati dal segretario Giacomo Fisco e dal suo vice Federico Comolli. Tre i relatori, moderati dal giornalista di Prealpina Marco Regazzoni: il presidente della Commissione regionale Antimafia Gian Antonio Girelli (unico presidente di commissione di Palazzo Lombardia ad essere espressione del Pd), il giovane Mattia Maestri (membro dell’Osservatorio sulla criminalità organizzata dell’Università degli Studi di Milano) e Antonella Buonopane, coordinatrice di Libera per il Varesotto.

Decisamente ricchi di spunti gli interventi, che concordano anzitutto “su una presenza ormai acclarata della ‘ndrangheta in Lombardia” tanto da far parlare di “colonizzazione” e non più di semplice “infiltrazione”. Molteplici gli ambiti economici di interesse delle ‘ndrine, dal movimento terra persino alla sanità, l’ultima frontiera della criminalità organizzata: “Non è certo la mafia delle stragi e del sangue, ma non per questo è meno pericolosa” convengono i tre relatori, con Girelli, in particolare, che si è assunto la responsabilità “per un classe politica incapace di creare gli antidoti necessari”, ricordando anche il recente scioglimento del Comune di Sedriano per infiltrazioni mafiose e altri casi di dimissioni anticipate delle Giunte proprio per evitare l’onta dello scioglimento.

Tanti i casi di interesse nel Varesotto, dove si contano un’ottantina di beni confiscati alla mafia tra appartamenti, garage e strutture più significative, come quella di Lonate Ceppino ora restituita alla collettività e divenuta un asilo. Significativo, inoltre, l’intervento del giovane Maestri, secondo cui “la lotta ad una criminalità organizzata così ben ramificata passa dai comportamenti quotidiani di ciascuno di noi, dal chiedere sempre lo scontrino ai negozianti, dal non lasciare mai soli chi subisce ricatti, minacce, soprusi”.  Proprio la solitudine, infatti, accompagna tutte le storie delle vittime di mafia, che verranno lette il prossimo 21 marzo da Libera in piazza Monte Grappa come in tutte le altre piazze italiane. E se in Lombardia non ci sono ancora stati omicidi illustri, ciò non deve far abbassare la guardia dinnanzi ad un fenomeno ormai capace di controllare, “silenziosamente ma drammaticamente”, una parte di società, economia e politica regionale.

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