Varese, il consiglio comunale boccia una mozione per la tutela delle donne

Il documento, presentato dal consigliere del Pd Giampiero Infortuna, proponeva di mettere in campo iniziative a tutela della figura femminile. Proposta bocciata. Un momento ''spiacevole'' quando la consigliera Oprandi, unica donna che siede nell'assemblea, è stata ''contestata'' dai banchi del centrodestra con risate

20 marzo 2015
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Un’occasione persa per dimostrare come la politica possa fare qualcosa di concreto per i cittadini. Anzi, per le cittadine. La maggioranza di centrodestra del consiglio comunale di Varese ha infatti bocciato la mozione del consigliere del Pd Giampiero Infortuna (13 voti contro e 11 a favore), che  chiedeva di contrastare  le pubblicità “discriminatorie nei confronti della figura femminile” e di mettere in campo azioni politiche “per prevenire messaggi di violenza”.

Il testo presentato dal Pd condannava le pubblicità che utilizzassero “rappresentazioni di violenza fisica o morale, messaggi discriminatori, anche attraverso stereotipi che mettono la donna in condizione di subalternità o disparità, messaggi di mercificazione del corpo, pregiudizi culturali o stereotipi sulla discriminazione di genere, immagini femminili allusive ed evidentemente estranee al prodotto pubblicizzato”.

Le azioni richieste per contrastare questo fenomeno erano “l’attuazione da parte del Comune e delle società partecipate dall’ente di campagne informative, la vigilanza sulle affissioni pubblicitarie, la sensibilizzazione sul tema degli operatori dell’informazione e commerciali e iniziative educative nelle scuole elementari e medie per trasmettere il rispetto della dignità umana e della parità di genere”.

“Il Comune ha un articolo del proprio Statuto – ha spiegato Infortuna – il numero 8, che parla proprio, in una sua parte, della difesa delle pari opportunità e della tutela quindi della donna. Si tratta quindi di una priorità dell’ente, che va portata avanti”. Inoltre, la delega alle Pari opportunità, in questa amministrazione, rientra tra le competenze del sindaco Attilio Fontana.

La mozione era nata dopo che, verso la fine del 2014, era scoppiata la polemica sulla vendita che Avt, l’azienda che gestisce i parcheggi, aveva fatto dei propri spazi pubblicitari, che si trovano sul retro dei tagliandi per il pagamento della sosta. In quegli spazi era infatti comparsa una pubblicità che mostrava immagini di una donna nuda, che aveva ottenuta la ferma condanna di associazioni femminili.

Durante la discussione, la polemica è stata dura. E si è registrato anche un episodio “spiacevole”. La consigliera comunale del Pd Luisa Oprandi, unica donna che siede nell’assemblea, è stata costretta più volte a interrompere il suo intervento in appoggio alla mozione per una serie di risate e mormorii che si sono levati dai banchi del centrodestra.

In ogni caso, diversi consiglieri hanno partecipato al dibattito.

Il consigliere di Forza Italia Piero Galparoli ha definito la polemica sulla pubblicità con le donne nude da “bacchettoni”. Mentre il consigliere leghista Emanuele Monti ha spiegato come per lui “il corpo della donna è un’opera d’arte, e ritrarlo nudo non la sminuisce”.

Il consigliere leghista Roberto Sasso ha rilanciato, sottolineando come “mi sembra molto più sensato chiederci quale sia la condizione della donna nei Paesi islamici, dove le viene negata la libertà”.

Infortuna, dopo il voto, ha commentato: “Il centrodestra si riempie sempre la bocca sulla difesa della famiglia. Ma quando si tratta di fare qualcosa di concreto per le donne si tira indietro”.

Oltre alla mozione contro le pubblicità discriminatorie, Infortuna aveva già proposto a novembre che il Comune si costituisse parte civile nei processi per casi di violenza e molestie contro le donne.

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