Varese da podio per l’alternanza scuola-lavoro

Ottima performance della provincia dei Sette Laghi nei rapporti tra istituti e imprenditori

19 ottobre 2015
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Scuola Fagnano

La medaglia d’argento tra le provincie lombarde più virtuose nell’attivazione di percorsi di alternanza scuola-lavoro è stata vinta da Varese. A dirlo sono gli ultimi dati disponibili relativi all’anno scolastico 2013/2014. Qualche numero rende meglio l’idea: tra settembre 2013 e giugno 2014 sono stati quasi 7000 gli studenti varesini delle scuole superiori che hanno avuto modo di entrare in contatto con il mondo del lavoro, attraverso stage in diversi ambiti e settori. Sia industriali, sia del mondo dei servizi. Livelli che risultano di poco inferiori (soprattutto se visti in proporzione) a quelli della prima in classifica: Milano che registra poco più di 8.000 esperienze di alternanza. Significativi anche i dati regionali, dove si sfiorano i 30.000 studenti e quelli nazionali dove i ragazzi che hanno svolto un periodo di formazione in azienda superano quota 100.000. Il conto è presto fatto: la provincia di Varese, da sola, rappresenta il 7% degli stage in alternanza scuola-lavoro che si svolgono in Italia. Se la Lombardia dunque si conferma una delle regioni pioniere per l’alternanza scuola-lavoro, Varese rappresenta allo stesso tempo un modello di riferimento. In pratica tra i migliori, Varese è una dei migliori.
Il quadro è emerso durante il convegno dal titolo “Alternanza scuola-lavoro. Cosa cambia per le imprese”, organizzato a Gallarate dall’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. Obiettivo: aggiornare imprese e istituti scolastici alla luce delle novità introdotte dalla recente riforma della scuola, approvata lo scorso mese di luglio, la cosiddetta legge “Buona Scuola”. Un provvedimento che ha esteso alla totalità delle scuole secondarie di II grado l’utilizzo dell’alternanza scuola-lavoro che, secondo i dati elaborati dall’Istituto nazionale di documentazione Innovazione e Ricerca educativa per conto del Ministero dell’Istruzione, è stata adottata come metodologia didattica dal 43,5% degli istituti nel 2013-2014: meno della metà, dunque. Secondo quanto previsto dalla Buona Scuola, le ore di formazione, che coinvolgeranno gli studenti a partire dal terzo anno, saliranno, invece, ad almeno 400 per i ragazzi e le ragazze che frequentano gli istituti tecnici e professionali e ad almeno 200 per quelli iscritti ad un liceo. Lo scopo è di favorirne l’inserimento nel mercato del lavoro una volta concluso il percorso scolastico, riducendo contemporaneamente il crescente tasso di disoccupazione giovanile, arrivato a Varese a quota 29,9% (dato relativo alla fascia di età tra i 15 e i 24 anni).
“Per molte imprese – spiega la responsabile dell’Area Formazione e Scuola dell’Unione Industriali, Alba Ciserani – avere in azienda gli studenti è un sogno. Questo cambio di paradigma tanto atteso dà finalmente il giusto peso alla formazione che si fa sul lavoro sia per costruire le competenze tecniche, sia per le competenze organizzative e comportamentali che nell’alternanza coinvolgono anche discipline non semplicemente e strettamente legate al percorso di studi”.
La dirigente dell’Isis Ponti di Gallarate, Anna Scaltritti, ha paragonato l’alternanza scuola lavoro al percorso al protagonista del libro di Collodi “Ho pensato alla figura di Pinocchio, non solo per l’idea di “bottega”, ma soprattutto perché in questo romanzo di formazione il burattino Pinocchio fa esperienza, matura, si trasforma e diventa reale: ecco, l’alternanza dovrebbe favorire questo processo di crescita e formazione degli studenti alla realtà del lavoro”..
E’ sulla stessa linea di pensiero Adele Olgiati, che dirige l’Isiss Geymonat di Tradate: “Coniugare, almeno in parte, obiettivi di entità così diverse come scuole ed aziende è un compito sicuramente complesso. Abbiamo bisogno di ‘teste ben fatte’, non di ‘teste piene’ e l’alternanza è una delle vie percorribili per la preparazione degli studenti da diversi punti di vista coniugando gli obiettivi delle imprese e della scuola”.
Al tavolo dei relatori anche Marco Crippa, che ha raccontato l’esperienza e le best practice legate alla formazione in Goglio Spa e Giacomo Mazzarino della Camera di Commercio di Varese che ha testimoniato l’impegno dell’ente con il progetto Placement avviato nel 2008 e sostenuto dalle associazioni imprenditoriali, tra cui l’Unione Industriali, per aiutare le scuole nei progetti di alternanza scuola-lavoro.
“L’incontro – ha commentato al termine Alba Ciserani – ha rappresentato l’occasione per mettere a fattor comune idee ed energie, perché sia l’aspetto normativo sia le buone prassi possano diventare un elemento centrale per il sistema educativo nazionale. Perché impresa e scuola possano, insieme, ridare slancio alla competitività del Paese”.

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