Varese, CasaPound protesta contro la Prefettura per la cittadinanza alla donna indiana

Uno striscione con la scritta ''Tu chiamala se vuoi... integrazione'' è stato affisso dai militanti del movimento vicino a Villa Recalcati. Bardelli: ''Sbagliato dare la cittadinanza a chi non conosce la nostra lingua''

12 marzo 2015
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Foto protesta

Il conferimento della cittadinanza a Rani Pushpa, la donna indiana di Cairate alla quale il sindaco leghista Paolo Mazzucchelli si era rifiutato di far giurare, perché non conoscerebbe bene l’italiano, continua a far discutere. Questa volta a dire la loro sono i militanti varesini di CasaPound, con un’azione di protesta contro la decisione del Prefetto di concedere la cittadinanza.

“Tu chiamala se vuoi… integrazione” è quanto si legge sullo striscione affisso vicino alla Prefettura.

“La cittadinanza italiana – spiega il responsabile di Cpi Varese, Gabriele Bardelli – è stata ridotta a una mera questione burocratica, in cui non importa se sei integrato o integrabile, perché non ti viene richiesto nemmeno di sapere l’italiano, figurarsi di conoscere la nostra storia e la nostra cultura”.

“Inoltre, nel centenario della Grande Guerra, regalare la cittadinanza italiana per pura semplificazione amministrativa è offensivo – conclude Bardelli – nei confronti di coloro i quali, scelsero di immolarsi, per poter morire da italiani”.

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