Un progetto delle Ferrovie contro i furti di biciclette

Il progetto interessa le stazioni di Garbagnate Milanese, Como-Borghi, Saronno, Turbigo, Merone, Milano-Bruzzano, Busto Arsizio Nord, Castano Primo, Cesate, Cormano-Cusano e Gerenzano Turate

08 marzo 2016
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Un progetto sperimentale per cercare di arginare il furto di biciclette, sempre più frequente, che avviene nelle stazioni ferroviarie. Ad annunciarlo è stato il Presidente di Ferrovie Nord Milano Andrea Gibelli ieri in Consiglio regionale nel corso di un’audizione sul Programma regionale della mobilità e dei Trasporti in Commissione Territorio presieduta da Alessandro Sala (Lista Maroni).

Il progetto interesserà le stazioni di 11 città e per cercare di frenare il furto di biciclette lasciate parcheggiate dai pendolari prevede la realizzazione di recinti protetti cui si accederà solo con utilizzo della tessera Trenord, che praticamente per l’occasione diventerà uno speciale badge che ne consentirà l’accesso ai soli pendolari.

Il progetto interessa le stazioni di Garbagnate Milanese, Como-Borghi, Saronno, Turbigo, Merone, Milano-Bruzzano, Busto Arsizio Nord, Castano Primo, Cesate, Cormano-Cusano e Gerenzano Turate.
Per quanto riguarda il piano industriale della mobilità, Gibelli ha sottolineato che nelle prossime settimane ci sarà un confronto con Trenitalia, socio con Ferrovie Nord in Trenord, per la predisposizione di un modello di riferimento che potrebbe diventare operativo entro fine anno. Gibelli ha fornito alcuni dati che – ha sottolineato – “dimostrano come sia cambiata la Lombardia sulla mobilità in questi ultimi anni”.

“Gli ultimi dati – ha detto – ci dicono infatti che i pendolari che utilizzano il treno rappresentano il 32%. Dunque un buon 68% di nostri utenti non viaggia con l’abbonamento e compra meno di 5 biglietti alla settimana, quindi utilizza il treno in modo occasionale. Tra i viaggiatori – ha aggiunto ancora Gibelli – il 22% ha 64 anni e la stragrande maggioranza, pari all’85%, è in grado di scegliere luogo e modalità di viaggio grazie all’utilizzo di piattaforme digitali. Il nuovo piano industriale dovrà tenere conto di tutto questo”. Gibelli ha poi aggiunto che deve essere ripensato anche l’utilizzo delle 120 stazioni ferroviarie.
“L’idea – ha annunciato – è quello di utilizzarle non solo come punto di mobilità ma anche come spazi da destinare a servizi complementari al viaggio”.
Durante l’audizione c’è stato anche un confronto sull’integrazione tariffaria, sulle condizioni delle linee Milano-Mortara e Codogno-Mantova (IolandaNanni del Movimento 5 Stelle), sui riflessi che si avranno in Lombardia per l’apertura del Gottardo (Silvia Fossati del Patto Civico) e sulle stazioni declassificate a rischio degrado (Lino Fossati, Lista Maroni).

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