Trenord, una riflessione e una domanda

La lettera di Assoutenti Lombardia ai consiglieri di Regione Lombardia sulle affermazioni recentemente rilasciate da Piuri

08 novembre 2018
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“Premettiamo che Regione Lombardia, con un progetto partito ormai vent’anni fa, ha costruito un sistema ferroviario regionale ben progettato, orientato alla crescita, che rappresenta un unicum nel panorama nazionale e di cui cittadini lombardi dovrebbero andare orgogliosi.

La gestione di questo immenso valore per il territorio e per il sistema Lombardia non è però stata all’altezza, soprattutto negli ultimi anni che hanno visto una gestione di Trenord orientata a obiettivi estranei alla qualità e alla crescita del Trasporto Pubblico sacrificando, come denunciamo inascoltati da anni, i principali asset aziendali che sono il personale e il materiale rotabile, insufficiente il primo e colpevolmente ridotto in uno stato pietoso il secondo.

Anno dopo anno, accompagnati da trionfali annunci di Trenord sull’ottimo stato di salute dell’azienda, siamo giunti ad una realtà che non si è potuta più nascondere di un servizio precipitato a livelli nemmeno lontanamente dignitosi e ad un rottame di azienda che non riesce più a fare circolare i treni di un contratto di servizio che essa stessa ha sottoscritto e per cui è puntualmente pagata.

Dopo anni di degrado del servizio fornito da Trenord, con peggioramento di tutti parametri di puntualità e cancellazione dei treni, Regione Lombardia è stata alla fine costretta a sostituire prima della naturale scadenza del contratto l’Amministratore Delegato, principale ma non certo unico responsabile di una situazione talmente degradata da mettere in grave pericolo la stessa sopravvivenza del progetto su cui ha puntato.

Il nuovo AD a circa un mese dalla nomina si è tuttavia prodotto in affermazioni che smentiscono vent’anni di politica regionale dei trasporti, politica in coerenza col lavoro delle Agenzie, in particolare dell’Agenzia Milano-Monza-Lodi-Pavia col suo Piano di Bacino integrato col ferro e soprattutto in coerenza con la stessa legge regionale sui trasporti.

“Oggi l’offerta di trasporto collettivo è già inadeguata rispetto alla domanda e Trenord fa troppi treni” “Bisogna farli dove servono perché il treno è un mezzo rigido, ingombrante e costoso…”

Le affermazioni di Piuri non sono semplicemente le parole di chi non riesce a garantire l’effettuazione di tutti i treni, dato lo stato comatoso in cui la precedente direzione ha lasciato l’azienda, ma prefigurano un modello di trasporti diverso e contrario rispetto a quanto assunto dalla Regione.

Dire che Trenord fa troppi treni (e quindi sono da ridurre) perché il treno è un sistema costoso e rigido significa seguire una bieca logica aziendale contraria agli interessi, anche economici, della collettività.

Il treno è rigido perché fortunatamente ha a disposizione una infrastruttura dedicata e non soggetta alla congestione stradale e proprio perché l’infrastruttura è costosa va utilizzata maggiormente, caricando dove possibile e ragionevole i passeggeri della gomma provenienti da percorsi paralleli alla ferrovia, in modo da liberare bus x Km da utilizzare in aree dove solo la gomma può arrivare e quindi proprio per sfruttare in modo più economico i costi e la grande capacità della ferrovia, che è ciò che il Piano di Bacino dell’Agenzia sta facendo.

E’ preoccupante il silenzio di Regione Lombardia rispetto a questo ribaltamento di indirizzi e di ruoli.

E’ altre sì preoccupante il modo con cui questa posizione si manifesta in tono di sfida.

Infatti nelle stesse ore in cui l’AD usciva con la sua visione della mobilità, Trenord interrompeva praticamente senza preavviso le linee svolte con elettromotrici 582 più, come risulterebbe, altre linee a trazione diesel con la motivazione di una manutenzione straordinaria.

Ora, un intervento di manutenzione straordinaria è un’operazione che va decisa e organizzata settimane prima della messa in atto mentre l’avviso al pubblico, e alla stessa Regione titolare dei servizi ferroviari, è stato dato il giorno prima della fermata delle linee. Fermata che, per dovere di cronaca, dalla durata inizialmente annunciata di una settimana viene poi prorogata “almeno” fino alla data dell’entrata in vigore dell’orario invernale, a metà Dicembre.

Questo non solo comporta la violazione palese di diversi articoli del Contratto di Servizio (Articoli 5, 5.7, 21, 25) ma soprattutto si configura come volontà di porsi come chi decide cosa, come e quando fare senza risponderne a nessuno, nemmeno al proprio cliente e datore di lavoro.

Sappiamo benissimo, perché siamo stati i primi a denunciare questi due problemi, che Trenord è messa male sul fronte del materiale rotabile per manutenzione carente e inefficace aggravato da intempestive rottamazioni e da accantonamenti di materiale e sul fronte del personale per una errata politica i cui effetti sono state sempre negati dalla direzione anche a situazione gravemente e palesemente compressa, ma chiediamo come si possa andare avanti quando voltiamo pagina girandola all’indietro invece che in avanti.

Poniamo la Giunta e l’intero Consiglio Regionale di fronte a questa grave contraddizione, che vede persino aggravati i noti problemi di governance di Trenord, e attendiamo una risposta.”

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