Ticino in secca, Marsico: “Prevenire danni all’ecosistema”

Mozione del consigliere regionale sullo stato di salute del fiume

15 settembre 2016
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Marsico

Nella prossima seduta di Consiglio regionale, Luca Marsico presenterà una mozione sullo stato di salute del fiume Ticino. Di seguito il testo:

Premesso che

  • Il fiume Ticino è il secondo fiume italiano per portata d’acqua e con il più alto tasso di biodiversità tant’è che è stato riconosciuto dall’Unesco come Patrimonio dell’umanità e, nel 2014, quale “Riserva della Biosfera” nell’ambito del Progamma Man and Biosphere (MAB) dell’Unesco;
  •  Il Ticino misura complessivamente 248 km di lunghezza, dei quali 91 km percorsi a monte del Lago Maggiore, 47 km percorsi nel Verbano e 110 km percorsi da Sesto Calende al Po, attraverso la Pianura Padana tra Piemonte e Lombardia.
  • Il suo corso è tradizionalmente diviso in tre parti: la parte montana (Ticino Superiore), che scorre in territorio svizzero, più precisamente nel Canton Ticino, scaturendo da due sorgenti (la principale si trova sul Passo della Novena, l’altra sorgente, di portata più modesta, si trova, invece, nei pressi dell’Ospizio del Passo del San Gottardo, ad Airolo); la parte lacuale, che riguarda il Lago Maggiore, il cui percorso misura 47 Km e la parte pianeggiante (Ticino Inferiore), che vede il Ticino scorrere in Italia iniziando dal ponte di Sesto Calende, dirigendosi verso sud est, segnando il confine tra Piemonte e Lombardia. Presso Abbiategrasso, il Ticino entra interamente in Lombardia. Oltrepassato l’abitato di Sesto Calende, il Ticino incontra lo sbarramento artificiale della Miorina che ne regola il deflusso dal Lago Maggiore.
  • E’ uno dei fiumi meno inquinati d’Italia.
  • Il Ticino, grazie alla copiosità delle sue acque, ha grande importanza per l’irrigazione ed è un’importante fonte di energia elettrica. E’ di gran lunga quello più ricco d’acque in ogni stagione, sia come portata media alla foce (ben 350 m³/s), sia come portata minima (54 m³/s), sia come portata massima (5.000 m³/s), al punto che il suo contributo idrico e il suo regime sono assolutamente determinanti per il Po, rappresentandone da metà a 1/5 della portata.
  • In territorio italiano alimenta vari canali artificiali, tra cui il Naviglio Grande, che permette il funzionamento di varie centrali idro e termoelettriche garantendo circa il 30% del fabbisogno energetico lombardo. Per gli usi irrigui il Ticino alimenta, tra gli altri, il Canale Regina Elena nella parte piemontese e il Canale Villoresi nella parte lombarda. Altro canale del Ticino, che a dispetto delle ridotte dimensioni, ha avuto rilevanza economica per l’Alto Milanese è la Gora Molinara, che come dice il nome azionava diversi mulini lungo il suo corso
  • Nonostante il Ticino sia uno dei fiumi più puliti della Lombardia e del Piemonte, il livello delle sue acque, da diverso periodo, tenuto conto delle odierne avverse condizioni climatiche, è particolarmente e pericolosamente basso comportando notevoli problemi al sistema agricolo produttivo, all’ambiente e al suo ecosistema.
  • A Boffalora, all’altezza della riserva “La Fagiana”, il livello del Ticino si è abbassato di quasi tre metri. I rami laterali del fiume sono scomparsi e i pesci mangiati dagli aironi e dai cormorani. Nella zona di Turbigo è riaffiorato il porto medioevale.
  • Dato il basso livello delle acque, dovuto alla quasi totale assenza di precipitazioni, soprattutto durante il periodo estivo, non è garantito l’approvvigionamento delle utenze irrigue ed industriali, poste nelle vicinanze del fiume.
  • Il livello del lago Maggiore, bacino che alimenta le acque del Ticino, è 25 cm al di sotto dello zero idrometrico: mancano circa 80 cm all’altezza media del lago nella stagione estiva, provocando ciò una diminuzione d’acqua di circa 160 miliardi di litri.

Considerato che

  • l’altezza del lago è stata regolamentata da un accordo tra Piemonte, Lombardia e Svizzera, prevedendo una quota di 150 cm superiore allo zero idrometrico in inverno e di 100 cm in estate;
  • nel 2010, a seguito di forte siccità, l’altezza è stata stabilita in 150 cm, costanti, sia in inverno che in estate, in modo da garantire una portata minima vitale del fiume Ticino;
  • nel 2014 la Svizzera ha bloccato il livello del lago, stabilendo, unilateralmente, un’altezza massima del lago ad un metro, poi derogata a 125 cm, rispetto lo zero idrometrico;
  • con l’imposizione di tale livello non è possibile tenere nel bacino lacustre una riserva d’acqua sufficiente per far fronte ai livelli di siccità: in simili situazioni, infatti, il lago Maggiore non assicura per nulla il deflusso minimo vitale al fiume, comportando ciò gravi danni ambientali.

Considerato altresì che

  • L’idrometro della diga Miorina, recentemente, segnava un livello di meno 26 cm sotto lo zero idrometrico e non è escluso che raggiunga i limiti del 2003 (50 cm sotto lo zero idrometrico),
  • un altro serio problema di cui soffrono le acque del fiume Ticino, è rappresentato dal Canale Scolmatore di Nord Ovest, realizzato tra gli anni sessanta e ottanta, per ovviare ai frequenti allagamenti di cui soffre l’area milanese. Il canale venne realizzato per impedire gli allagamenti causati dal fiume Seveso a Milano. Questo corpo idrico, è però uno dei più inquinati della Lombardia, e nei tempi di pioggia, riversa nello scolmatore una notevole quantità di liquami, che finiscono poi nel Ticino presso Abbiategrasso. Nei momenti di forti e prolungate piogge il canale accoglie anche la portata in eccesso del fiume Olona, altro fiume la cui qualità delle acque è scadente.
  • Oltre a scaricare nel Ticino le luride acque del Seveso, il canale si è pure sovente rivelato insufficiente a evitare le inondazioni. Ad esempio nel novembre 2002, le forti e continue piogge causarono lo straripamento del Ticino, dell’Olona, del Seveso e anche dello Scolmatore di Nord Ovest, che inondò le campagne di Abbiategrasso. Queste situazioni hanno da sempre causato le proteste degli ambientalisti, che hanno contestato il canale fin dalla sua costruzione.

E’ necessario pertanto, stante lo stato di estrema urgenza meglio sopra descritto, procedere con ogni opportuna e puntuale azione che porti ad un regime di regolazione del livello delle acque del Lago Maggiore, confacente allo stato di fatto.

 

 

Tutto ciò premesso,

Invita la Giunta Regionale

a mettere in campo, nel più breve tempo possibile, tutte le azioni atte a scongiurare ulteriori danni ambientali al fiume Ticino ed al suo ecosistema, coinvolgendo in tale processo oltre che gli attori locali, la Confederazione Svizzera e il Ministero dell’Ambiente rivedendo, se del caso, l’accordo inerente la regolazione del livello del Lago Maggiore estiva e invernale, chiarendo così anche la posizione della Confederazione Svizzera.

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