Somma Lombardo: i Lions festeggiano Paola Del Din

La 92enne fu la prima donna paracadutista nella Resistenza

02 maggio 2016
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Lions

«Nella vita per essere rispettati bisogna essere sempre tenaci, onesti, precisi e coerenti con se stessi e con gli altri: solo così si raggiungono gli obiettivi anche più difficili. Io ci sono riuscita, ho oltrepassato le linee nemiche e ho consegnato importanti documenti ai nostri, evitando perquisizioni dai tedeschi»: lo ha raccontato con una impressionante lucidità e freschezza Paola Del Din, brillante prima donna paracadutista della nostra Resistenza nella seconda guerra mondiale nata a Pieve di Cadore il 22 agosto 1923, ospite della serata organizzata al Castello Visconti di San Vito a Somma Lombardo dal Lions Club Somma Lombardo Castello Visconti di San Vito con presidente Laura Valsecchi e il Rotary Club Laveno Luino Alto Verbano con presidente Angelo Ferloni in inter meeting con il Lions Club Rescaldina Sempione con presidente Angelo Mocchetti, il Lions Club Varese Europa con presidente Daniel Van Velzen.
Il Lions Club Rescaldina Sempione era presente con il suo Consiglio direttivo al completo e con numerosi soci e ospiti dei soci, per la bella occasione conviviale e culturale.
Erano inoltre presenti il Governatore del Distretto Lions 108 Ib 1 Salvo Trovato, il Governatore del Distretto Rotary 2042 Gilberto Dondè, il vice governatore e segretario generale della Fondazione Comunitaria del Varesotto Onlus Carlo Massironi, il secondo vice governatore Franco Guidetti, il past governatore e coordinatore GLT e presidente dell’UNCI Varese Danilo Francesco Guerini Rocco, il past governatore Rosario Marretta, il presidente della Fondazione Visconti di San Vito Gaetano Galeone, il cerimoniere distrettuale Sergio Bignamini, il presidente della seconda circoscrizione di Distretto Alberto Frigerio, il presidente Zona A seconda Circoscrizione del Distretto Roberto Vagaggini, , il presidente Zona A prima Circoscrizione del Distretto Roberto Simone, il sindaco di Somma Lombardo Stefano Bellaria, il Col. Giancarlo Martini che ha presentato l’illustre ospite, il luogotenente Gabriele Apicella e tante altre autorità civili, militari e di Associazioni di servizio.
Tante autorità, oltre 200 invitati per una serata davvero speciale per ascoltare una testimonianza preziosa di coraggio, amor di Patria, abnegazione, sacrificio per la libertà.
Presente anche un’importante delegazione del Ministero dell’Educazione spagnolo che ha promosso accordi con istituzioni scientifiche italiane: Fernando Bayón Mariné, Rodolfo Orantos Martín, Ana Álvarez Castro, Victor Valiente Borreguero.
Paola Del Din è una insegnante. La sua è una storia ricca di colpi di scena e di gesti eroici. Si era appena laureata in Lettere all’Università di Padova quando, sopravvenuto l’armistizio, entrò nelle file della Resistenza veneta con il fratello Renato, che sarebbe caduto pochi mesi dopo a Tolmezzo, durante una temeraria azione contro una caserma della milizia fascista. Dopo la morte del fratello, Paola s’impegnò ancor più nella lotta antifascista. Con il nome di “Renata” assolse numerosi e rischiosi incarichi, come staffetta ed informatrice, sino a che non riuscì a raggiungere fortunosamente gli Alleati a Firenze, custodendo importanti documenti. Diventata paracadutista, “Renata” prende parte a undici voli di guerra. Chiede e ottiene che gli inglesi liberino e facciano tornare in Italia il padre Prospero, ufficiale degli alpini prigioniero in India. Alla vigilia della Liberazione si fa portare in aereo su una zona del Friuli, dove deve prendere contatto con una Missione alleata; tocca terra in malo modo, “ho preso una bella insaccata”- racconta – e la caduta le costa la frattura a una caviglia, ma riesce faticosamente a raggiungere i partigiani e a consegnare a chi di dovere i documenti. Negli ultimi giorni della guerra di liberazione, ancora claudicante, Paola Del Din attraversa a più riprese le linee di combattimento, per portare messaggi ai reparti alleati in avanzata. Dopo la Liberazione, vinta una borsa di studio, se ne va negli Stati Unit. In Italia, la Del Din si dedica all’insegnamento nelle scuole medie. Nel 1957 riceve la massima ricompensa militare italiana, nella cui motivazione si legge: “Bellissima figura di partigiana, seppe in ogni circostanza assolvere con rara capacità e virile ardimento i compiti affidatile, dimostrando sempre elevato spirito di sacrificio e sconfinata dedizione alla causa della libertà”.
Nel 2002 ha fatto da madrina, a Milano, agli allievi del corso “Ferrari II” della Scuola militare “Theulié”. Sino alla sua riconferma, nel febbraio del 2007, alla presidenza nazionale della Federazione Italiana Volontari della Libertà, è spesso stata presente a cerimonie militari e a manifestazioni della Resistenza. L’altra sera il colonnello Giancarlo Martini, che l’ha presentata ai 200 ospiti Lions e Rotary al Castello di Somma Lombardo, ha annunciato che sarà insignita della carica di presidente del Comitato Medaglie d’Oro.
Con i suoi 92 anni, Paola Del Din ha sottolineato l’importanza di “non avere paura nella vita”. La sua giovinezza è tutta una avventura. Ricorda i fatti salienti: “Nel luglio ’44 sono stata contattata per portare delle carte al Sud, avevo soli 21 anni e stavo studiando per laurearmi in Glottologia. Devo andare in missione per oltrepassare le linee nemiche. Prima meta era Firenze, dove ho approfittato di automezzi tedeschi: un camion, un traghetto sul Po, persino un’ambulanza. Così ho regalato ai tedeschi qualche pacchetto di sigarette Eva, della frutta fresca. Avevo e trecce e un viso fresco di una ragazzina, non mi hanno mai torto un capello o mancato di rispetto. Così senza paura e raccontando sempre le stesse storie, perché non bisogna mai cambiare per non cadere in contraddizione, sono riuscita a raggiungere il comando avanzato alleato e consegnare i documenti top secret”. Piú tardi si seppe che riguardavano un eventuale sbarco sulla costa, nel golfo di Trieste, per aprire la strada agli Alleati verso Vienna.
Un esempio di estremo coraggio, di grande forza di volontà e di ardimento. Per tutti i presenti è stata una serata di grande insegnamento e di profonda riflessione.

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