Sicurezza, videocamere in via Garibaldi e via Giusti a Varese

Nuove telecamere a Varese per potenziare la sicurezza. In giunta passa la richiesta di finanziamento dell'assessore ai Lavori pubblici Riccardo Santinon

28 luglio 2015
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Videosorveglianza

Nuove telecamere a Varese. La videosorveglianza verrà implementata, grazie ad uno stanziamento approvato in giunta di 50.000 euro, richiesto dall’assessore ai Lavori pubblici Riccardo Santinon. 

In particolare, tra gli impianti che potranno essere attivati grazie a questi fondi, spiccano due videocamere che rappresentano due priorità per i cittadini, secondo le istanze raccolte da Santinon. Quella di via Garibaldi, a Biumo Inferiore, e quella di via Giusti, tra viale Borri e le Bustecche.

“Le telecamera di via Garibaldi è una richiesta che arriva dagli abitanti e dai negozianti – dice Santinon – ed era stata posta al Comune già diversi mesi fa. La proposta era stata approvata dalla giunta e si aspettava lo stanziamento dei fondi per potersi muovere”.

Diversa la questione per la telecamera di via Giusti, dal momento che la proposta è più recente, risale a poco più di una settimana fa e non c’è ancora stato un passaggio formale da parte dell’esecutivo. Tuttavia, Santinon, che è tra i promotori della riattivazione della telecamera di via Giusti, dopo aver effettuato una sopralluogo nei pressi della moschea, punta ad attivare anche quella con questo primo stanziamento.

In via Garibaldi la richiesta, già presentata l’anno scorso a causa dei rischi per l’ordine pubblico, si era fatta più pressante dopo l’attentato incendiario di fine febbraio 2015 al locale Gabri, la pizzeria gestita da un giovane egiziano cristiano. Un incendio di natura dolosa aveva distrutto il locale. E si tratta solo dell’ultimo atto, di una lunga serie di intimidazioni, che il gestore del locale aveva dovuto subire tra la fine del 2014 e l’inizio del 2015.
I residente della via avevano quindi chiesto che un sistema di videosorveglianza venisse installato lungo la strada, così da disincentivare atti come questo. O comunque di avere la possibilità di risalire agli autori.
Il gestore Anis, il cui locale era stato bruciato dopo le 4 della notte tra lunedì 23 e martedì 24 febbraio, era già finito al centro di una serie di intimidazioni.
Da novembre, la sua vita non era più stata tranquilla. Prima gli avevano frantumano, la vetrata della porta. Quindi, poco prima di Natale, un altro “attacco”, sempre contro la vetrata della porta. Un’escalation che, purtroppo, non era destinata a fermarsi. A gennaio gli avevano sfondato il vetro accanto all’ingresso, frantumandolo quasi completamente.
La videosorveglianza in via Giusti, invece, servirebbe essenzialmente per monitorare la situazione attorno alla moschea. Anche in questo caso sono gli abitanti ad aver lanciato un “grido di allarme”, raccolto dall’amministrazione, sul senso di insicurezza che nasce dalla presenza di persone che, spesso, stando a quanto raccolto nel suo sopralluogo dall’assessore Santinon, bivaccherebbero anche all’esterno della struttura, dormendo per in terra.

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