Saronno, Univa al sindaco Fagioli: “Non aumenti le tasse e rilanci le aree dismesse”

La presenza manifatturiera nella città: 340 unità locali, 2.600 addetti, 680 milioni di fatturato

05 novembre 2015
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Fagioli univa

“Non lasci che le logiche politiche abbiano a prevalere sul bene della collettività. Gli imprenditori chiedono cose semplici: di poter lavorare nella normalità”.

Questo l’appello lanciato dal Presidente dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese, Riccardo Comerio, al Sindaco di Saronno, Alessandro Fagioli. L’occasione è stata la partecipazione del primo cittadino della città alla riunione di Giunta dell’Associazione di categoria che si è tenuta nella Sede Saronnese di via Gaudenzio Ferrari.

Maggiore attenzione ai quotidiani bisogni delle aziende, la tassazione comunale, le aree industriali dismesse, il futuro di Saronno nella provincia di Varese: questi i temi che sono stati messi all’ordine del giorno dell’incontro.

TASSAZIONE COMUNALE

“Con la Giunta municipale precedente – ha affermato Riccardo Comerio – avevamo ottenuto un trattamento accettabile per quanto riguarda la Tari. Inutile sottolineare che vorremmo vedere mantenuta questa impostazione”. Una richiesta, quella dell’Unione Industriali a difesa delle imprese di Saronno, accolta dal Sindaco Fagioli: “È nostra intenzione – ha affermato di fronte ai vertici dell’associazione – non aumentare la pressione fiscale locale né nei confronti di persone e famiglie, né nei confronti delle imprese. Per questo stiamo predisponendo un bilancio 2016 che non prevedrà aumenti della tassazione”.

AREE INDUSTRIALI DISMESSE

“Aree come quella di Cemsa e Cantoni – ha affermato ancora il Presidente dell’Unione Industriali -sono ancora una ferita a cielo aperto. Da anni si parla di riqualificazione delle aree, ma i progetti restano sulla carta. So che per l’area Cantoni vi sarebbe un progetto che io valuto interessante perché prevederebbe anche l’insediamento di attività economiche compatibili col tessuto urbano. Mi pare che una tale soluzione potrebbe offrire diversi vantaggi: mantenere una certa attrattività della città verso gli investimenti produttivi; evitare la cementificazione di altro suolo; privilegiare l’insediamento di piccole e medie realtà produttive”. Quelle delle aree industriali, d’altronde, ha spiegato il Sindaco di Saronno, è un tema già all’ordine del giorno dei progetti dell’Amministrazione Comunale: “Abbiamo già avuto un incontro con la proprietà dell’area ex-Cantoni alla quale abbiamo chiesto di mettere nero su bianco le garanzie economiche necessarie per la bonifica. Ci stiamo già muovendo dunque sul tema e sulle altre aree stiamo prendendo in mano i dossier per trovare le soluzioni migliori per la città”.

PROVINCIA DI VARESE O AREA METROPOLITANA?

Sul tema il Presidente Riccardo Comerio ha preso una posizione netta, in linea con quanto già espresso dallo stesso Sindaco Fagioli: “L’Unione Industriali considera Saronno come parte fondamentale del territorio provinciale perché il Varesotto senza il Saronnese si priverebbe di una realtà economica qualificante, che al Varesotto ha dato tanto e continuerebbe a dare un’impronta molto marcata. Non so se dentro un’area metropolitana come quella milanese, Saronno avrebbe altrettanta possibilità di far prevalere le proprie peculiarità e necessità”. Peculiarità economiche che si traducono in numeri: rimanendo all’interno dei confini del comune di Saronno si contano 340 unità locali manifatturiere che danno lavoro a 2.600 addetti e che producono un fatturato annuo ammontato nel 2014 a 680 milioni di euro. Allargando il perimetro alla più ampia Area del Saronnese, invece, l’Unione Industriali conta 157 imprese associate per un totale di 7.800 addetti, in pratica il 12% della compagine associativa e il 13% degli addetti in essa impiegati. Anche di fronte a questi numeri il primo Cittadino Fagioli si è detto d’accordo con le parole del Presidente Comerio: “Diciamo no all’Area Metropolitana sia per motivi di rappresentanza politica, perché con la riforma delle province il meccanismo di elezione dei Consiglieri provinciali oggi ci permette di avere un nostro rappresentante nell’ente del Varesotto, ma ciò sarebbe difficilmente possibile in un ente più grande come quello milanese. Sia perché sarebbe un cambiamento che farebbe fare un salto nel buio alla rappresentanza del proprio sistema economico e alle imprese, le cui associazioni di categoria sono organizzate su base provinciale, con riferimento su Varese. Inoltre ha poca consistenza l’argomentazione di chi vorrebbe andare nell’Area Metropolitana per uscire da una situazione che ha visto fino ad oggi Saronno essere una periferia della provincia di Varese. Passare dall’altra per Saronno vorrebbe dire diventare la periferia di un più grande impero, con minore capacità di ascolto delle nostre esigenze e di quelle delle nostre imprese”.

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