Ronzulli (Forza Italia): “Dal Governo nessuna risposta a famiglie, lavoratori e imprese”. E sulla politica estera: “Renzi farebbe bene a chiedere consigli a Berlusconi”

Intervista esclusiva a Licia Ronzulli, componente dell'Ufficio di presidenza di Forza Italia, che spiega le carenze dell'azione politica del premier sul rilancio e sulla politica internazionale. E ricorda come 'con Berlusconi l'Italia contava di più sulle scelte di politica estera'

03 settembre 2014
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“Dal Governo aspettiamo fatti concreti. Ovvero proposte per le famiglie, i lavoratori e le imprese, che finora non ci sono state”.

Licia Ronzulli, componente dell’Ufficio di presidenza di Forza Italia, fa il punto sui principali problemi che rientrano nell’agenda politica del Governo Renzi. E sui quali, come spiega nella nostra intervista, manca una vera strategie e visione d’insieme.

Onorevole Ronzulli, nei suoi ultimi interventi ha posto l’accento sul problema dell’immigrazione. Come si sta muovendo il governo e cosa (non) sta facendo l’Europa?

A mio modo di vedere il Governo si è mosso troppo lentamente e male. Lentamente perché non è stato capace fino a questo momento di sottoporre il problema all’attenzione della scena europea, cosicché sembra che l’immigrazione sia solo una questione italiana e che l’Italia la debba risolvere da sola.
Infatti l’Europa si è girata dall’altra parte e questo, fra l’altro, ci sta costando ingentissime risorse, con Mare Nostrum, che evidentemente vengono sottratte ad altri scopi. Inoltre il Governo si è mosso male perché, non dobbiamo dimenticarlo, è a stragrande maggioranza di sinistra e sappiamo che l’approccio della sinistra verso l’immigrazione, anche quella illegale e clandestina, è un approccio molto permissivista e finto-buonista.
Nei giorni scorsi il Ministro Alfano ha prontamente fatto l’ennesimo annuncio presentando Frontex Plus come la risposta europea all’emergenza immigrazione, peccato che, al momento, non se ne conoscano le misure e questo aspetto è già di per sé una debolezza.

Sulle riforme Forza Italia, pur restando all’opposizione, apre al dialogo. Quali sono i punti di contatto?

Lo abbiamo detto fin dal primo giorno. Forza Italia è una forza responsabile che agisce nell’interesse dell’Italia e degli italiani. La logica del ‘tanto peggio tanto meglio’ non ci appartiene. Ciò significa che se il Governo fa cose buone noi le apprezziamo e le votiamo. Finora però il Governo si è mosso solo sulle riforme istituzionali tralasciando colpevolmente i provvedimenti per rilanciare l’economia e il lavoro. Perciò finora i punti di contatto sono avvenuti solo sulla riforma del Senato e della legge elettorale. Aspettiamo con ansia ora che presenti proposte concrete per le famiglie, le imprese, i lavoratori, per poterle valutare e dare il nostro contributo.

L’ultimo annuncio del premier è sullo Sblocca Italia, il maxifinanziamento di 10 miliardi. Un atto concreto o siamo ancora ad una boutade?

Io ho l’impressione che il Governo metta sul piatto, come si suol dire, soldi che non ha. Non dimentichiamo infatti che tutte le previsioni del Governo sono miseramente fallite: il debito pubblico è aumentato, la disoccupazione pure, siamo in deflazione (non succedeva dal 1959) e il Pil è negativo, il che vuol dire che siamo in recessione. Quindi i soldi non ci sono a meno che il Governo metta di nuovo le mani nelle tasche degli italiani e aumenti le tasse ma spero vivamente che ciò non accada perché sarebbe una mossa disastrosa e, in tal caso, Forza Italia alzerà le barricate.

Il governo Renzi arriverà a fine mandato?

Dipende. Renzi dice di sì ma deve fare i conti sempre con gli italiani e mi pare che la luna di miele con loro sia finita. Sempre più cittadini si stanno accorgendo che il premier non sta mantenendo le promesse che ha fatto. E’ pur vero però che molti dei parlamentari del Pd, pur non essendo renziani, così come quelli di Scelta Civica e Ncd, non vogliono certo andare ad elezioni anticipate perché sanno che così facendo scomparirebbero e non sarebbe né ricandidati né rieletti, la paura di perdere la poltrona potrebbe restare l’unica linfa vitale del Governo Renzi.

Parliamo di equilibri internazionali. Sulla persecuzione dei cristiani in Medio Oriente ha accusato l’Europa di essere latitante.

La mia non è una accusa solitaria. E’ opinione comune ed acquisita purtroppo che la persecuzione dei cristiani in Medio Oriente ha assunto livelli drammatici senza che l’Europa stia facendo niente. Ogni Paese europeo si muove sulla scena internazionale per conto suo e temo che continuerà ad essere così perché la scelta della Mogherini come Alto rappresentante della politica estera comune europea mi sembra poco autorevole. Dubito che avrà la forza di imporsi. Sarebbe opportuno ridiscutere anche in merito alla costituzione di un esercito europeo che, oltre ad aumentare notevolmente il peso dell’Europa nelle trattative, consentirebbe di intervenire con una strategia univoca comunitaria.

Sulla questione ucraina cosa potrebbe fare l’Italia? Dopo lo smacco di essere stata messa da parte.

Ha detto bene: è stato proprio uno smacco per noi essere stati estromessi, tenuto conto soprattutto che l’Italia è presidente di turno dell’Unione europea. Nonostante ciò, Germania, Francia, Ucraina e Russia hanno estromesso il nostro Paese dal tavolo dove si prendono le decisioni. Per il momento l’embargo russo contro i prodotti agroalimentari italiani sta danneggiando seriamente le nostre imprese. Renzi purtroppo non ha esperienza in campo internazionale. Farebbe bene a chiedere consigli su come muoversi al presidente Berlusconi che sicuramente sarebbe in grado di interloquire in maniera positiva ed efficace con Putin.

Quando il premier era Berlusconi l’Italia riusciva a contare di più sullo scacchiere internazionale?

Certamente sì, basti pensare che la fine della contrapposizione che aveva caratterizzato gli anni della guerra fredda c’è stata proprio grazie al presidente Berlusconi che promosse, nel 2002, il vertice di Pratica di Mare dove per la prima volta la Nato si aprì all’ex Urss. In quell’occasione si inaugurò una visione tutta nuova degli equilibri mondiali, ispirata alla concordia e all’unità, avente come obiettivo principale la lotta contro il nemico comune che è il terrorismo. Fu un successo straordinario del presidente Berlusconi e dell’Italia.

Mettiamo che tra un anno si torni a votare per le politiche. Chi sarà il vostro candidato premier e quali alleanze?

Ci auguriamo che la Corte europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo possa accogliere il ricorso del presidente Berlusconi contro la condanna definitiva nel processo Mediaset, sentenza che per noi è assolutamente ingiusta, e che quindi gli possa essere restituita la piena agibilità politica che quella parte piccola ma agguerrita di magistratura politicizzata italiana gli ha negato. Al momento parlare di alleanze è prematuro fin tanto una parte del centrodestra, seppur elettoralmente piccola come Ncd è al governo con la sinistra, mentre tutto il resto del centrodestra, a cominciare da Forza Italia, è all’opposizione.

 

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