Regione Lombardia, un taglio ai vitalizi degli ex consiglieri. Il Movimento 5 Stelle si astiene, Ncd non partecipa al voto

Una riduzione del 10% sull'assegno di chi ha fatto parte dell'assemblea. Innalzata anche l'età per percepirlo, da 60 a 66 anni. A favore sia la maggioranza che l'opposizione, ma c'è chi si è smarcato

24 settembre 2014
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Un taglio ai vitalizi degli ex consiglieri regionali. La legge, che riduce in media del 10% l’assegno di chi ha concluso il mandato in Regione e rivede l’età pensionabile che passa da 60 a 66 anni è stata approvata a larga maggioranza.

Tutti favorevoli tranne il Movimento 5 Stelle che si è astenuto e Ncd che ha deciso di non partecipare al voto.

Il provvedimento prevede l’innalzamento dell’età anagrafica per il conseguimento del diritto all’assegno, che passa dagli attuali 60 anni a 66 anni e comunque sarà collegata all’aspettativa di vita secondo quanto stabilito per i lavoratori del pubblico impiego. E’ prevista una riduzione dell’importo lordo dei  vitalizi in godimento, dai quali sarà trattenuto un taglio applicato con criteri di progressività. Il taglio interessa i soggetti con un reddito complessivo irpef superiore a 18 mila euro. E vale anche per chi non ha ancora conseguito i requisiti di età previsti per l’erogazione dell’assegno e per quei consiglieri che, nonostante il possesso dei requisiti, non hanno ancora percepito l’assegno. Interessati anche i vitalizi di reversibilità di soggetti con un reddito annuo irpef complessivo superiore a 24 mila euro.
Con un emendamento approvato in Aula è stata prevista anche la sospensione dell’erogazione dell’assegno in presenza di un altro incarico in ente pubblico.
Infine, una norma prevede che i nominativi dei destinatari dei vitalizi con le somme erogate vengano pubblicati sul sito istituzionale del Consiglio regionale, superando così il vincolo che aveva posto il Garante della Privacy.
Un ulteriore emendamento sostituisce – come ha spiegato il relatore Stefano Bruno Galli – l’idea del contributo di solidarietà con il concetto di riduzione temporanea per “eludere i vincoli della legge di stabilità”.

“Questo è l’ultimo tassello di una riforma partita a fine 2011 – dichiara il consigliere e segretario regionale del Pd Alessandro Alfieri – quando abbiamo cancellato l’istituto del vitalizio dei consiglieri in carica. Oggi abbiamo messo mano ad un beneficio di cui godono gli ex consiglieri producendo un risparmio annuo di 700 mila euro.  Si conclude un lavoro lungo, iniziato a seguito di un nostro ordine del giorno approvato nel giugno del 2013, caratterizzato anche da momenti di difficoltà ma che ha portato ad un testo equilibrato, unico in Italia e in grado di resistere ad eventuali impugnative. Si può sempre comunque migliorare e, se ci saranno le condizioni, siamo disposti a rimettere mano alla legge. Adesso però tocca alla Giunta seguire il nostro esempio razionalizzando e tagliando i costi di funzionamento partendo dagli enti regionali e dalle società partecipate”.

L’esponente del Pd esprime rammarico per come si è conclusa la votazione. “In Aula abbiamo assistito ad uno sfaldamento della maggioranza – spiega – con Ncd che ha deciso di sfilarsi dalla discussione e di non partecipare al voto. Ma ancor più imbarazzante è l’atteggiamento del Movimento 5 Stelle che, ancora una volta, ha preferito astenersi per differenziarsi ed eventualmente tutelarsi dai possibili ricorsi”.

 

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