Provincia di Varese: “Non toccare i cuccioli di capriolo”

Il consigliere Mirabelli lancia l'allarme sulla pericolosità per gli animali di questo gesto

12 maggio 2016
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capriolo

«Non toccate e non avvicinate i piccoli di capriolo che trovate casualmente nei boschi, a meno che se non siano feriti. Questi cuccioli, infatti, non sono stati abbandonati, ma solo attendono che la loro madre torni con il cibo per loro. Il comportamento adeguato da tenere è allontanarsi nel più breve tempo possibile proprio per permettere alla madre di tornare e portare i cuccioli in luogo più sicuro. Ogni altro atteggiamento, anche se mosso da ottime intenzioni nei confronti dell’animale, può compromettere la sua futura sopravvivenza».

E’ questo l’appello, che il Consigliere provinciale alla Sicurezza Fabrizio Mirabelli rivolge a tutti i cittadini, ma soprattutto a coloro, che con l’arrivo della bella stagione, si dedicano alle  passeggiate nei boschi della provincia. «E’ sufficiente avere questa piccola attenzione certamente per il bene di questi animali, ma anche per dare il proprio personale contributo allo straordinario lavoro della nostra Polizia Faunistica».

«Come ogni primavera – spiega Mirabelli – si ripresenta il problema dei piccoli di capriolo raccolti nei boschi e nei prati della Provincia. Ad oggi molte sono le chiamate fatte all’ufficio Tutela Faunistica della Provincia per segnalazioni in merito».

Questo è infatti il periodo più delicato. Nei mesi di maggio e giugno il capriolo partorisce uno o due piccoli. Entro sessanta minuti dalla nascita i cuccioli sono in grado di reggersi sulle zampe e di muoversi con discreta agilità. Nonostante ciò, durante il primo mese di vita, i piccoli non sviluppano l’istinto di fuga e, in caso di disturbo, restano immobili accovacciati tra l’erba alta a poca distanza dalla madre che bruca. Questo comportamento permette al piccolo di rimanere nascosto dai predatori mimetizzandosi perfettamente tra la vegetazione, soprattutto grazie al mantello maculato e all’assenza di odore dovuta alla pulizia fatta dalla madre al momento della nascita.
I giovani caprioli non sono stati abbandonati dalle madri, stanno solo attendendo che tornino da loro per nutrirli, non appena finito di alimentarsi.

«Infatti – prosegue Mirabelli – passeggiando in prati e boschi, all’inizio dell’estate, non è raro l’incontro con un piccolo capriolo. E’ bene sapere però che il pericolo per questi animali, non deriva tanto dalla presenza di predatori naturali quanto da alcune azioni umane che possono essere altrettanto dannose. Gli animali che, purtroppo, vengono prelevati, devono poi essere svezzati all’interno di strutture specializzate e, una volta raggiunta l’età adulta, non saranno più in grado di integrarsi tra i propri simili e saranno costretti a vivere in cattività. Nel caso in cui si incontri un cucciolo di capriolo in apparenti condizioni di pericolo, contattare il servizio di reperibilità della Polizia Provinciale al numero 0332 867909».

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