Protesta per il minuto di silenzio, botta e risposta tra Lega e Marantelli

Salvini e Fontana durissimi verso le ragazze e la preside, Marantelli chiede di unire la comunità

18 novembre 2015
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La vicenda delle ragazze che si sono rifiutate, alla scuola Daverio-Casula di Varese, di prendere parte al minuto di raccoglimento per le vittime di Parigi fa discutere a livello nazionale, sebbene nel pomeriggio alcune precisazioni sui fatti abbiano senz’altro contribuito a contestualizzare meglio quanto avvenuto.

Questa mattina, alla diffusione della notizia, Matteo Salvini l’ha immediatamente ripresa sul proprio profilo Facebook affermando quanto segue: “Sei studentesse marocchine a Varese boicottano il minuto di silenzio per le vittime del massacro di Parigi. È questa l'”integrazione”? Io le ESPELLEREI tutte!”

Sulla vicenda anche il sindaco Attilio Fontana ha fatto sentire la propria voce: “Un fatto gravissimo. Chi si è dissociato ha dimostrato di non essere contro al terrorismo. La preside, inoltre, sembra arrampicarsi sugli specchi nel tentativo di trovare una giustificazione”.

In serata, una volta chiariti meglio alcuni aspetti della vicenda (come il fatto che al gesto abbiano aderito ragazzi di fedi e nazionalità diverse), è intervenuto sul tema il parlamentare Daniele Marantelli, candidato alle primarie del centrosinistra: “Strumentalizzare in maniera sorprendentemente rozza la protesta di 6 quindicenni per racimolare qualche voto in più dà il senso di quanto la Lega di Salvini, più che un partito, sia un imprenditore della paura. Le parole del sindaco Fontana, persona perbene e solitamente moderata, contro la preside sono del tutto fuori luogo: gli insegnanti che quotidianamente sono in prima linea nella sfida dell’integrazione vanno aiutati e non insultati.
E’ il momento in cui dobbiamo tenere unita la nostra comunità di fronte alla tremenda minaccia del terrorismo. Fossi stato lì ieri mattina avrei preso con me i ragazzi e avrei spiegato loro i motivi di questo dolore che è universale, non ha cittadinanza e a cui tutti dobbiamo partecipare”.

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