“Non possiamo accogliere tutti gli immigrati. Basta essere sudditi del politically correct”

Un lettore interviene sul problema dell'arrivo di nuovi migranti, sottolineando come ''solo il 10% in realtà sono profughi, gli altri sono immigrati clandestini''

12 giugno 2015
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Immigrazione

Immigrazione

Cara Signora Gisa,

ho letto il suo scritto riguardante l’accoglienza dei profughi. E, devo dire, l’ho letto con sincera preoccupazione.

Intanto mi permetto di farle un piccolo ma sostanziale appunto, quelli che lei definisce “profughi” non sono tali. I profughi, quelli che realmente  fuggono dall’orrore della guerra, sono circa il 10% del totale, il restante 90% è composto da immigrati clandestini. 

Iniziamo ad usare le giuste parole.

Il Prefetto, poi, non fa una “scelta coraggiosa”, come da lei detto, il Prefetto, come tutti i suoi colleghi, si ritrova, suo malgrado, a dover gestire il problema, subalterno alle decisioni del Ministero dell’Interno.

Ora, cara signora, le chiedo un piccolo sforzo, a lei come a tutti coloro che leggeranno le mie parole.

Per una volta, una volta sola, proviamo a lasciare stare “gli opposti estremismi”. Per una volta, una volta sola, proviamo a lasciare stare razzismi vari, ipocrisie e buonismi che forse van bene per i salotti radical chic, forse.
Per una volta, una volta sola, proviamo a guardare in faccia la realtà, senza veline ideologiche, quelle che immancabilmente calano sulla scena quando si parla di immigrazione.
E, per piacere, lasciamo anche stare l’ignoranza di chi cerca di argomentare con “ma vi siete dimenticati di quando gli italiani andavano in America?”, scordandosi per mera mancanza culturale o totale malafede, delle condizioni economico/sociali presenti negli Usa quando i nostri bis-nonni ci emigravano (c’era anche in ballo una cosa chiamata Guerra di secessione..ma va beh).

Più di 150000 sbarchi in un anno (2014), oltre 60000 nei primi 6 mesi del 2015, centinaia e centinaia di morti.
Centinaia e centinaia di morti, uomini, donne e bambini. Centinaia e centinaia.

Questa è la realtà, quella innegabile, quella che non si può nascondere, quella che buca qualunque cinismo.

Questa però non è una realtà “fisiologica”, questa è una realtà creata da interventi di Stati occidentali (Usa e Francia in primis) volti a
destabilizzare le realtà dei Paese nord africani, incentivando e fomentando le cosiddette “primavere arabe”, moti che, col senno di poi, bisogna avere il coraggio di definire “primavere islamiche” e basta.
Insurrezioni che nulla hanno avuto a che fare con libertà e democrazia, movimenti che hanno contribuito alla nascita di Isis e califfati vari, gli stessi che ora ci minacciano, incappucciati, gli stessi massacrano, crocifiggono e decapitano gli “infedeli”, noi.

E ora?

Ora è tardi per rimpiangere Gheddafi, ora è tardi per le scuse, per i vertici Ue e per le belle parole (vuote) di Boldrini, Kyenge e co.

Ora i paladini dell’accoglienza ad ogni costo sono obbligati, o almeno il buon senso lo vorrebbe, a riconoscere che missioni come Mare Nostrum e Triton/Frontex Plus hanno avuto come unico risultato quello di incentivare le partenze e di conseguenza le tragedie, incoraggiando il mercato di uomini disperati in balia di scafisti senza scrupoli pronti ad ucciderli senza batter ciglio.
Uomini disperati morti in mare, gli stessi che poi sono pianti, con lacrime d’ordinanza e con un’ipocrisia da nausea, da chi non ha fatto nulla per evitare tragedie simili.

Quelle tragedie che non sono misurabili in €, del costo di Mare Nostrum (100mln) sinceramente me ne frego, non credo che le vite umane siano valutabili e se lo fossero il giusto metro non sarebbero sicuramente gli euro. Non sono i costi il punto, e credo che questo sia chiaro, o almeno così dovrebbe essere.

Se per Cècile Kyenge l’immigrazione è una risorsa per me, cittadino italiano, per com’è gestita ora, l’immigrazione è un problema, un problema sociale e culturale. Innegabile.
E’ un problema umano.
Un problema che l’Europa, quella stessa Europa così attenta alle misure delle vongole, quella stessa Europa a cui l’Italia versa 16 miliardi all’anno, ha deciso di ignorare voltandosi dall’altra parte, chiudendo gli occhi.
Complici del menefreghismo di Bruxelles l’incapacità e l’inettitudine dei governanti autoctoni.

“Mediterraneo non sia un cimitero”-Sergio Mattarella-
Giusto.

“L’urgenza è salvare vite umane”-Martin Schulz-
Giusto.

“L’Europa deve aiutare i profughi”-Laura Boldrini-
Giusto. (i profughi restano comunque il 10% del totale)

E quindi?

Quindi queste sono solo parole, vuote. Quando poi si ipotizzano soluzioni concrete, vuoi il blocco navale davanti alle coste libiche, vuoi il bombardamento dei barconi(ovviamente vuoti), vuoi un’azione diretta nelle zone di partenza…parte l’immancabile
“razzista”, “xenofobo”, “salviniano” e turpiloqui vari. Avere un pensiero diverso dall’ “accogliamoli tutti” non è possibile, la
dittatura politico/culturale non lo permette.

E allora “accogliamoli tutti”. O come dice lei “Benvenuti a tutti quelli che vengono da noi”

SBAGLIATO.

Sbagliato perché volenti o nolenti, materialmente, non possiamo, sbagliato perché volenti o nolenti non siamo preparati, e le centinaia di persone ammassate in Stazione Centrale a Milano, tra scabbia e malaria, rendono bene l’immagine della nostra totale impreparazione, sbagliato perché volenti è nolenti in Italia non c’è un serio progetto d’integrazione bensì una sudditanza al politically correct, sudditanza che ci porta ad identificare l’accoglienza con la rinuncia sistematica alla nostra cultura,e tante volte dall’altra parte c’è la voglia di prevaricazione, sbagliato perché l’immigrazione è e deve essere una problematica comunitaria e non solo italiana, sbagliato perché nel nostro Paese ci sono 9mln di cittadini che vivono al di sotto della soglia di povertà, abbandonati dallo Stato, ma per loro non ci sono case, alberghi, cellulari e sigarette.

Giacomo Tamborini

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